In queste ultime settimane mi sono imbattuto spesso con persone scortesi, villane e vorrei dire anche saccenti. Ragazzi, giovani e adulti. La cortesia può essere solo una forma; un guscio vuoto, se privata dal suo contenuto. Una parola cortese suona immediatamente ipocrita se viene meno il necessario legame tra forma e contenuto.

Ma anche un atto cortese appare bello, se è espressione autentica del rispetto di una persona per l’altra. Non perché l’altro sia mio amico, non perché sia un uomo importante ma perché semplicemente è una persona.

La questione del rispetto va alla radice dei rapporti tra le persone. Comportati nel modo in cui tu vorresti che anche gli altri si comportassero. Agisci in modo da considerare l’umanità, sia nelle brave persone, sia nelle persone di ogni altro genere, sempre come scopo e mai come semplice mezzo. Il che vuol dire: l’altro che hai di fronte non è lì per essere usato da te. È, come te, portatore di diritti, desideri, vita, sogni e bisogni.

Il rispetto per l’uomo, la donna che abbiamo di fronte.

« Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro » (Mt 7,12). È la cosiddetta regola d’oro. Non è una esclusiva cristiana, è patrimonio comune.

L’Induismo dice: « Ecco la somma della vera onestà: tratta gli altri come vorresti essere trattato tu. Non fare al tuo vicino ciò che non vorresti che egli poi rifacesse a te ».

Nell’Ebraismo: « Non fare a nessuno ciò che non piace a te. Ciò che non piace a te non farlo al tuo prossimo! ».

Nel Confucianesimo: « Chi ha il senso della lealtà e della reciprocità non è lontano dal giungere alla VIA: ciò che non vuole sia fatto a sé non fa agli altri ».

Nella Tradizione taoista: « L’uomo buono deve compatire le cattive tendenze degli altri; rallegrare della loro eccellenza; aiutarli se sono in difficoltà ».

Nel Buddismo: «Non ferire gli altri in modi dai quali anche tu ti sentiresti ferito ».

Nel Gioinismo: « L’uomo dovrebbe comportarsi con indifferenza nei confronti di tutta le realtà mondane e trattare tutte le creature del mondo come egli stesso vorrebbe essere trattato ».

Si potrebbe andare avanti a lungo, per arrivare a dire che il modo in cui trattiamo gli altri dice molto le persone che siamo.

Ci si può chiedere: che rispetto ho di me stesso? Per emergere devi rubare, essere maleducato, calpestare, chi si comporta in modo scortese rischia di essere scambiato per un marziano.

Si può tentare di far coincidere il buono con il bello? Penso che trattarsi bene, con cortesia, esprimere un rispetto autentico e non solo di facciata, è in fin dei conti una cosa “BELLA”. Proprio bella da vedere. Ciascuno ha in sé una bellezza, peccato che spesso non la mostriamo o emerge la parte più brutta di noi.

Prova a essere più cortese, insegnando la cortesia ai più piccoli.

don Gilberto


"Per un pugno di dollari"


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