Gli Orientamenti Pastorali per il decennio 2010-2020 sono dedicati all’educazione, tema che fa riferimento alla persona come elemento di unificazione dell’azione pastorale. Si tratta di una prospettiva che si pone in continuità e in sviluppo coerente con le indicazioni maturate nel corso del Convegno ecclesiale di Verona 2006.

Assumere la centralità della persona ha delle conseguenze importanti, che danno un’impronta nuova all’azione pastorale; ad esempio una rinnovata attenzione all’educazione, come esperienza umana di attenzione, cura, sollecitudine per chi sta crescendo, riconosciuto nel suo bisogno di essere aiutato attraverso la proposta, l’accompagnamento, il sostegno, il dialogo da parte della famiglia, della comunità, degli adulti in genere.

Vi è una immagine evangelica che introduce nella comprensione dello spirito con cui il documento affronta l’educazione: è quella di Gesù maestro, che chiama a stare con sé, che incontra, che invita. La profonda umanità dei suoi incontri, lo sguardo posato con amore su ciascuna persona, la compassione e la misericordia con cui scioglie i cuori più duri sono proposti come lo stile anche dell’educatore di oggi, per ricordargli che per stabilire una rapporto educativo occorre un incontro che susciti una relazione personale: non si tratta di trasmettere nozioni astratte, ma di offrire un’esperienza da condividere.

Due immagini possono aiutare: quella della generazione e quella del cammino.

La prima conduce la riflessione a scoprire il senso dell’educazione, come dono di sé, come vita che si comunica, patrimonio che si trasmette, distacco che si accetta perché chi è educato possa intraprendere con libertà il percorso della vita.

Quella del cammino è una immagine di concretezza, che suggerisce lo stile, la progressione, la compagnia, le riprese dopo le incertezze e le sconfitte. . .

Non si può parlare di educazione senza riferirsi a un protagonista di essa: l’educatore come testimone della verità, della bellezza e del bene, cosciente che la propria umanità è insieme ricchezza e limite.

Ed è proprio parlando di educatori che il documento si sbilancia con un’indicazione e una scelta di grande valore: « Si avverte il bisogno di suscitare e sostenere una nuova generazione di cristiani che si dedichi all’opera educativa, capace di assumere come scelta di vita la passione per i ragazzi e per i giovani, disposta ad ascoltarli, accoglierli e accompagnarli, a far loro proposte esigenti anche in contrasto con la mentalità corrente.

Tornare a parlare dell’educazione come scelta di vita: è prospettiva che ha bisogno di essere raccolta con decisione dalle comunità cristiane, a cominciare da quelle espressioni di esse che sono le associazioni e i movimenti ecclesiali, che pongono la formazione al centro del loro progetto.

È importante rilanciare un progetto educativo rinnovato che abbia al centro la persona e che faccia della “vita buona del Vangelo“ l’obiettivo che lo qualifica ».

don Gilberto

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.