È questa la domanda posta nell’incontro dei Consigli Pastorali Parrocchiali del Vicariato di Cittadella in un gruppo di animatori di associazioni, patronati parrocchiali e altro. Dopo un primo momento di silenzio riflessivo è emerso che non è più scontato e naturale per tradizione essere cristiani oggi ma, l’esserlo è frutto di una libera scelta, maturata in una progressiva conoscenza e in un coltivato e profondo rapporto con il Dio di Gesù Cristo; un Cristo che tocca ed è interessante per la vita nostra e del mondo.

Vari giovani presenti hanno manifestato la difficoltà di molti loro amici nel rapporto con una Chiesa che prevalentemente presenta dogmi, imposizioni, proibizioni che non favoriscono la costruzione di un’identità cristiana.

Si è osservato come il clima emergente negli incontri della nostra chiesa e delle nostre comunità è spesso pesante e difficile, con atteggiamenti di continua lamentela, cogliendo aspetti negativi e difficoltà che non aiutano a cogliere la novità e la bellezza della proposta del Vangelo e della testimonianza di tante persone e gruppi che ancora credono con una fede impegnata nel servizio del Vangelo e ai fratelli.

Anche la ricerca dell’Osservatorio socio-religioso in preparazione al prossimo Convegno Ecclesiale di Aquileia ha fatto emergere che aumenta nel triveneto la distanza tra la gente e la Chiesa, sentita come severa e rigida rispetto ad un Dio vicino e indulgente. La vera sfida di annuncio del Vangelo riguarda la difficoltà dei giovani rispetto alla Chiesa, anche se non esiste nessuna chiusura pregiudiziale. Si coglie come la nostra società è composta di una molteplicità di atteggiamenti: persone che credono, altre che non credono, ma soprattutto tantissime che vivono il contrasto tra il credere e non credere, che sentono il bisogno di sentirsi parte di una comunità credente, anche se desiderosi di mantenere la propria autonomia.

Ci sono ancora segni di speranza, dicevano i giovani del gruppo, confermati dalla ricerca dell’Osservatorio. L’ annuncio del Vangelo e l’azione della chiesa passa attraverso relazioni umane, fondate sull’accoglienza, sul rispetto delle fasi di maturazione umana e di fede di ciascuno. Proponiamo con fiducia le nostre esperienze positive, nelle parrocchie, nei gruppi, nelle famiglie, nella società, coscienti che lo Spirito soffia dove vuole e quando vuole, anche nel nostro tempo, ed è presente in ciascuno, nella Chiesa e nel mondo.


don Armando


"niente paura"


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