Il clima generale tende alla rassegnazione verso tutto ciò che riguarda la vita sociale e il rapporto con gli altri. Prevale la sfiducia e il sospetto verso le istituzioni.

La rassegnazione alimenta il timore, ci chiude in noi stessi.

Affermazioni del tipo: « Non vale la pena. È tempo perso partecipare, parlare e. . . anche votare. Tanto non cambia niente. Sono sempre i poveri che devono pagare. . . », sono presenti spesso nei nostri discorsi con tutte le ragioni, visto le difficoltà che affrontiamo.

Mi vengono alla mente le parole di Gesù prima della passione: « Non temete. Abbiate fede in Dio e abbiate fede in me. . . Via, Verità e Vita » (Gv 14). Il vangelo e la proposta della Chiesa ci indicano il cammino della “comunione” attraverso la corresponsabilità e la partecipazione. Tutti possiamo e dobbiamo fare la nostra parte anche se piccola e apparentemente insignificante. La presenza attiva e il dialogo costante nel sociale: gruppi, associazioni e. . . partiti o simili possono, sì, cambiare le cose. La rinuncia e l’omissione nella ricerca e costruzione del bene comune privano la società del contributo di crescita e di necessario cambiamento nella giusta concezione della democrazia.

Crediamo nella forza della partecipazione e del dialogo e guardiamoci bene da persone o gruppi che non la promuovono e non la valorizzano. “L’unione e la partecipazione fa la forza”.

Auguri, Cittadella.

don Armando


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