È la domanda che da sempre, ma oggi in modo speciale, ci facciamo.
Che ci sia crisi tutti lo vediamo, lo sappiamo, e lo...sentiamo. Ma ciò che lasciava, fi no a poco fa, perplessi è che non si reagiva, si viveva un clima di apatia generale, di rassegnazione, di impotenza, quasi senza speranza.
Ho incontrato, è vero, giovani, pochi, che cercavano, nel volontariato, associazioni, gruppi culturali, movimenti, nella società e nella chiesa, prospettive di crescita e di futuro per una nuova società, diversa.

Ho incontrato anche genitori perplessi e timorosi di fronte al coinvolgimento di fi gli in gruppi che si ispirano a esperienze e ideologie di nuova società del recente passato che richiamano la nostra esperienza di gioventù, fi ne anni '60.
Negli ultimi mesi qualcosa si muove, sembra che non si possa più, di fronte a ciò che accade, rimanere in silenzio.
Assistiamo ad una reazione nel mondo del lavoro, nella scuola e .. nella politica.
Speriamo poter superare, con proposte nuove ed effi caci, l'apatia che sfocia nell'assenteismo e nel disinteresse per il bene comune. Ho apprezzato la testimonianza di un insegnante di fronte alle manifestazioni in corso degli studenti, anche a Cittadella.
Dichiarava: "Non ho mai visto i miei alunni così interessati, così seri e impegnati in voler conoscere e capire la realtà che li circonda. Giovani che chiedono momenti di formazione socio- politica. È segno di speranza. È vita che sboccia. Può dar frutto." Mi scrive una animatrice: "I giovani, oggi, hanno iniziato da poco ad interessarsi al loro futuro. Finalmente hanno aperto gli occhi di fronte alla realtà che ci crolla addosso ogni giorno. È importante che nasca nei giovani uno spirito critico e una consapevolezza maggiore anche dei "piani alti". È anche vero che oggi pochi vanno a messa. C'è una perdita anzi un cambiamento dei punti di riferimento." I giovani della parrocchia stanno rifl ettendo sulla fi ducia e, i giovanissimi, sul futuro.
Ricordo il canto della mia gioventù, il Salmo 1, che dice:"Come alberi piantati lungo il fi ume, noi aspettiamo la nostra primavera". I nostri giovani con radici profonde possano germogliare e dare molto frutto. È l'augurio che facciamo a tutti per il cammino dell'Avvento e del Natale in questo anno della fede.
Don Armando

 


"niente paura"


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