La giornata mondiale della Gioventù avvenuta a Rio de Janeiro in Brasile, come detto da papa Francesco, non è fuoco d'artificio ma tappa di un lungo cammino.
Ventinove anni vissuti esattamente alla porte di Rio, è stato un forte richiamo a partecipare.
Non è facile in Italia e nemmeno al Pozzetto, oggi, trovare qualche sacerdote per sostituirti almeno alla domenica. Sono arrivati molti inviti da Rio. Ho seguito i due anni di preparazione della 'giornata' con il pellegrinaggio della Croce avvenuto in tutte le parrocchie del Brasile. La commozione, l'entusiasmo e la partecipazione nell'accogliere il simbolo di Cristo, la Croce, anche a Duque de Caxias dove da molti anni attuano i nostri missionari.
Sono andato, grazie ai nostri missionari in visita alle famiglie e alle comunità. Sono stato testimone di parrocchie e d i migliaia di famiglie stupendamente aperte e disponibili ad accogliere giovani da tutti i paesi del mondo come figli, a tutte le ore del giorno e della notte.
Ho assistito e partecipato alla 'settimana missionaria' di accoglienza e preparazione in diverse parrocchie con presentazione, scambi di esperienza e testimonianze di fede che rinfrancano nel cammino della vita cristiana.
Il messaggio della GMG: 'Andate e Annunciate il Vangelo – Discepoli e missionari' accompagnava ogni attività ed era presente in ogni angolo e persona nelle magliette dei volontari e dei pellegrini.
Commoventi e partecipate le 'Catechesi' dei gruppi linguistici nelle mattinate dei primi giorni.
Le celebrazioni: di inizio della GMG, di accoglienza del papa Francesco, della Via Crucis, della veglia e della messa finale con tre milioni di persone nella spiaggia di Copacabana, con vento e pioggia le prime e sole le ultime, rimangono nel ricordo e nel cuore.
La presenza, le scelte e lo stile ben latinoamericano e evangelico di papa Francesco hanno lasciato il segno nel Brasile, nella Chiesa e nel mondo.
Ho accolto con i nostri missionari i trentotto pellegrini della diocesi di Padova. Assieme abbiamo pregato e riflettuto nel santuario di Aparecida. Ho permesso ai nostri missionari di partecipare all'incontro dei pellegrini Italiani (circa ottomila) nella festa organizzata nel Maracanazinho.
Ho celebrato e incontrato varie comunità e persone ringraziando del cammino di tanti anni di convivenza nella fede per crescere come cristiani impegnati a riscattare la dignità della persona umana là dove spesso ci si dimentica del suo valore. 'Essere vicini e presenti dove vive la gente ' l'ha ricordato e dimostrato il papa Francesco che ben conosce le periferie dell'America Latina e del mondo.
Ora riprende l'attività pastorale del nuovo anno.
Viviamo il messaggio della GMG e del papa che afferma : 'Annunciare il Vangelo è il mandato che il Signore affida a tutta la Chiesa, anche a te; è un comando che non nasce dalla volontà di dominio ma dalla forza dell'amore.' (papa Francesco, Copacabana 28 luglio '13). Viviamo come Chiesa in atteggiamento missionario: incontrare e ascoltare le persone nei luoghi di vita, manifestando affetto e empatia a partire dal 'di più' del Cristo Risorto (Aquileia 2) .


Don Armando

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