«Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo» (Giobbe 29.15)
Abbiamo celebrato la giornata mondiale del malato, l'11 febbraio, giorno della Madonna di Lourdes.Un buon gruppo di persone ha partecipato alla celebrazione della messa con l'unzione degli infermi comunitaria.Sono stati portati in chiesa varie persone assenti da mesi per motivi di salute e di età.
Abbiamo ricevuto il messaggio del papa in occasione della Giornata del Malato. Il Papa usa una plastica immagine del libro di Giobbe per indicare l'aiuto, il soccorso al bisognoso: "Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo", così si riassume il ruolo di ogni operatore, dei familiari, della chiesa e della politica.

Si diventa comunità quando ci si fa carico delle debolezze che incontriamo nel cammino della vita. Anche il nuovo presidente della Repubblica, Mattarella, nel discorso di insediamento richiama "i volti della repubblica, i volti degli anziani soli e in difficoltà, il volto di chi soffre, dei malati e delle loro famiglie che portano sulle spalle carichi pesanti". "Il nostro mondo dimentica il valore speciale del tempo speso accanto al letto del malato" dice il Papa e il presidente ricorda ancora "il volto di chi dona con generosità il proprio tempo agli altri". "È relativamente facile accudire una persona per qualche giorno, ma è difficile accudire una persona per qualche mese o addirittura per anni, anche quando essa non è più in grado di ringraziare".
È impressionante questa determinazione del Papa che dice di una responsabilità che non può delegare chi vuol essere pienamente uomo e cittadino. In Parole così, i familiari, gli operatori del mondo della sanità possono trovare un punto di appoggio per il loro lavoro. Rispetto ai servizi agli ammalati siamo invitati a riscoprire e a fare nostri gli atteggiamenti di cui siamo capaci: partecipazione, vicinanza, cura, impiego delle tecniche più opportune. Occhi e piedi, però, siamo noi tutti: non scarichiamo impegno e responsabilità solo sugli "addetti ai lavori" , non lasciamo sole le badanti. Crescano e siano accessibili i necessari e preziosi servizi dell'assistenza domiciliare che speriamo sempre più qualificati per ridurre le difficoltà umane che molte famiglie affrontano. Siamo chiamati anche come chiesa - comunità a appoggiare cammini di vicinanza e di sostegno umano e... religioso ai malati e alle famiglie. Ringraziamo tutti coloro che mettono tempo e cuore al servizio dei fratelli infermi: vicini di casa, ministri della comunione, volontari, appoggiati o no ad associazioni e gruppi. Anche questo Bollettino mensile, che spesso vediamo a portata di mano di molti infermi che visitiamo, possa servire di compagnia, di legame alla comunità e di conforto a tutti coloro che lo ricevono e lo leggono.
Don Armando Preghiera dal messaggio del papa O Maria, Sede della Sapienza, intercedi quale nostra Madre per tutti i malati e per coloro che se ne prendono cura. Fa' che, nel servizio al prossimo sofferente e attraverso la stessa esperienza del dolore, possiamo accogliere e far crescere in noi la vera sapienza del cuore.
FRANCISCUS


"niente paura"


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