Abbiamo iniziato un nuovo anno, e forse già non ci ricordiamo più di quello che è passato. Vorrei offrirvi in questo poco spazio, attraverso alcune righe di segni neri su un foglio bianco alcune riflessioni affinché, da credenti, in mezzo a tanta confusione, a ritmi di vita incalzanti, e tra tante proposte differenti, dentro di noi, dico. . . dentro di noi non prevalga la voce di chi parla più forte ma la voce più
intelligente, la voce più sensata, una voce che sentiamo come amica e non ammaliatrice. Qualche riflessione sull’importanza della preghiera. . . per me credente e sul silenzio. . . per me uomo. . . e donna, che vivo qui, ora, con queste persone, in questo mondo.
È difficile pregare se non conosci come pregare, ma noi dobbiamo aiutarci a pregare. Il primo mezzo da usare è il silenzio. Le anime dedite alla preghiera sono anime dedite a gran silenzio. Non possiamo metterci immediatamente alla presenza di Dio se non facciamo esperienza di un silenzio interiore ed esterno. Perciò dovremo porci come proposito particolare il silenzio della mente, degli occhi e della lingua.
Il silenzio della lingua ci insegnerà un sacco di cose. A parlare a Cristo, ad essere gioiosi nei momenti di svago Cristo parla attraverso gli alti e nella meditazione di parla direttamente. Inoltre il silenzio ci fa molto più simili al Cristo, poiché egli ebbe un amore speciale per questa virtù.
Poi, abbiamo il silenzio degli occhi che sempre ci aiuterà a vedere Dio. I nostri occhi sono come due finestre attraverso le quali Cristo o il mondo penetra nei nostri cuori. Spesso abbiamo bisogno di un grande coraggio per tenerli chiusi. Quanto spesso diciamo: « Magari non avessi mai visto quella cosa », e tuttavia ci preoccupiamo così poco di vincere il desiderio di vedere ogni cosa.
Il silenzio della mente e del cuore: la Madonna « serbava tutte queste cose nel suo cuore ». Questo silenzio la portò vicina al Signore, cosicché non ebbe mai a pentirsi di alcuna cosa. Il silenzio ci dona una visione nuova di ogni cosa. Abbiamo bisogno del silenzio per essere in grado di accostarci alle anime. La cosa più importante non è quel che diciamo ma quello che Dio dice a noi e attraverso di noi. Gesù è sempre lì ad aspettarci, in silenzio. In quel silenzio, ci ascolta, parla alle nostre anime, e lì noi udiamo la sua voce.
Il silenzio interiore è molto difficile, ma noi dobbiamo fare lo sforzo di pregare.
Nel silenzio troveremo nuova energia e una unione vera con Dio. La sua forza diverrà la nostra per compiere bene ogni cosa e così avverrà per l’unione dei nostri pensieri con i suoi, per l’unione delle nostre preghiere con le sue, per l’unione delle nostre azioni con le sue. Tutte le nostre parole saranno inutili a meno che provengano dall’intimo di noi stessi. Le parole che non danno la luce di Cristo aumentano in noi il buio.
Tutto ciò richiederà molto sacrificio, ma se intendiamo veramente pregare e vogliamo pregare dobbiamo farlo ora. Questi sono soltanto i primi passi verso la preghiera, ma se mai ci decidiamo a fare con determinazione il primo passo, mai arriveremo all’ultimo gradino: la presenza di Dio.
 
Don Gilberto
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