Continuiamo la riflessione sulle opere di misericordia spirituale.
Perdonare le offese: è l’opera di misericordia più difficile, certo anche la più cristiana. Non più: “occhio per occhio… “ ma con Gesù, la novità: ”Se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli l’altra...” Come nel Padre Nostro chiediamo che il Padre non ci perdoni i torti che facciamo a lui, se non perdoniamo quelli dei nostri fratelli.
Perdonare non significa non sentire disagio, sofferenza, fastidio, ribellione per le offese ricevute, soprattutto quando sono infondate, gratuite, ingiuste. Neppure il Signore può chiedere di annullare la natura, la sensibilità, le difese istintive.

Non è sempre possibile “dimenticare” come se nulla fosse avvenuto. Perdono è strada difficile. Per giungere alla riconciliazione completa bisogna essere in due a volerla. Diventa allora importante il parlare, è importante perché la vera riconciliazione deve basarsi sulla chiarezza e sulla verità, sicchè perdonare significa: tentare sempre di chiarire ciò che è causa di tensione e scontro; non togliere mai il saluto a nessuno, anche quando non siamo riusciti a chiarire e a capirci; non fare mai del male ad alcuno, neanche quando capitasse l’occasione di vendicarci. Il perdono reciproco diventa più necessario, anche se spesso più difficile e problematico, nei rapporti familiari, tra marito e moglie, tra fratelli, tra genitori e figli, tra parenti, soprattutto quando sono offesi i sentimenti e... gli interessi.
Una regola d’oro è questa: non lasciare mai scendere la notte su tensioni non chiarite, su offese non perdonate. “Non tramonti il sole sulla vostra ira.” (Ef. 4,26) La volontà di perdonare le offese richiede energia, forza interiore, spontaneità nell’azione, desiderio di comunicare per riappacificarci. E paziente attesa. Richiede fiducia, prima di tutto in Dio Padre ed anche in se stessi. Dev’essere sostenuta con assiduità dalla preghiera, perché è da Dio che proviene.
Come sembra difficile tante volte perdonare! Eppure, il perdono è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore. Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici.

Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.

Abbiamo cantato durante l’Anno Santo della Misericordia e continueremo a cantare: “Beato il cuore che perdona!, Misericordia riceverà da Dio in Cielo!” L’Avvento e il Natale che celebriamo in questi mesi ci dia il coraggio e la gioia di riconciliarci con Dio, che si fa vicino a tutti noi e in Lui ricostruire la pace con tutti coloro che ci sono vicini e che incontriamo nel nostro cammino. “Gloria a Dio e pace a tutti da Lui amati”.
Buon Natale e Anno Nuovo di pace e fraternità.
Don Armando Cellere Parroco di Pozzetto e Ca’ Onorai


"niente paura"


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