Ammonire i peccatori è la terza opera di misericordia spirituale.
Siamo tutti peccatori. Il vangelo ci propone la parabola del fariseo e del pubblicano.
Il fariseo, in piedi, pregava: “grazie Dio perché non sono come gli altri, tutti peccatori. Io sono diverso”. Il pubblicano, si batte il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me: sono un povero peccatore!” Sono tutti e due peccatori: il pubblicano, che sa di esserlo, si riconosce come tale e ritorna a casa perdonato; il fariseo è peccatore perché ha la presunzione di essere giusto, giudica gli altri ma non ha la capacità di giudicare se stesso e quindi di pentirsi e convertirsi.

Perciò non ci sono i “giusti” che ammoniscono i peccatori, ma fratelli che danno una mano ai fratelli perché non cadano in peccato o perché si tirino fuori da uno stato di peccato.
Gesù ci indica anche il metodo da usare per la correzione fraterna: “Se tuo fratello cade in peccato, va’ e ammoniscilo a quattr’occhi: se ti ascolta, avrai riconquistato tuo fratello. Se non ti ascolta, prendi con te uno o due altri, perché ogni cosa sia regolata su due o tre testimoni. Se rifiuta di ascoltarli, dillo alla comunità”. (Matteo 18, 15-17).
Nel costume corrente è un’opera di misericordia poco o male praticata. Si preferisce “mormorare” alle spalle, parlare dei difetti e delle colpe degli altri quando non ci sono, è il “parlar male”. Talvolta si preferisce colpire alle spalle denunciando le presunte colpe. Le ragioni possono essere molte: c’è chi è timido, chi preferisce evitare noie, perché spesso la verità è scomoda. Ma la vera ragione è la mancanza di amore che non vuole il bene del fratello e della comunità.
Il papa Francesco ci insegna come vivere insieme la “Correzione fraterna”: Una parrocchia, è “incapace” di dare testimonianza se al proprio interno si insinuano le “chiacchiere”. “Volete una parrocchia perfetta? Niente chiacchiere.
Niente”. Se tu hai qualcosa contro uno, vai a dirglielo in faccia, o dillo al parroco; ma non fra voi. Questo è il segno che lo Spirito Santo è in una parrocchia.
Gli altri peccati, tutti li abbiamo. C’è una collezione di peccati: uno prende questo, uno prende quell’altro, ma tutti siamo peccatori. Ma quello che distrugge, come il tarlo, una comunità sono le chiacchiere, dietro le spalle”.
Come è bello e fa bene aprirci al dialogo nell’umile ricerca del bene comune nella fraternità.


Don Armando Cellere Parroco di Pozzetto e Ca’ Onorai


"niente paura"


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