Giovani scoraggiati, giovani delusi, giovani annoiati, giovani omologati. . .
C’è una sorta di avvilimento quasi di avvizzimento tra i giovani e giovanissimi. Passato l’entusiasmo del ’68, passato il tempo dei grandi ideali politici e sociali oggi non si riesce a capire che interesse abbiano i giovani presi dalla noia, dal senso di niente, si ritrovano a buttare le pietre dai cavalcavia delle strade, a tracannare alcool davanti al pub, ad ingoiare pasticche tiramisù.

Ci sarà un’uscita di sicurezza per questi bei giovanotti e giovanotte palestrati e scocciati?
Si è abituati a pensare ai giovani come a persone dinamiche, intraprendenti, fuochi vivi splendenti quasi incendiari. . . cosa si nasconde in questa piattezza generale dei giovani delle nostre città, dei nostri paesi?
C’è sotto un fuoco latente o è tutto spento?
Certo sopra di loro sembra esserci una pesante coltre di cenere che soffoca ogni entusiasmo: se vuoi un lavoro ci vuole la raccomandazione, se vuoi fare qualcosa devi avere dei “santi“. . . se vuoi sposarti ci vuole la casa ma non si trova o se si trova non si può comprare con i miseri stipendi di mercato. La tentazione è quella di omologarsi. . . di fare i furbi, di trovare delle scorciatoie (vedi Napoli, vedi Palermo. . . ).
Come uscire da questo tunnel nichilista come scuotere questa cenere che sembra tutto soffocare?
Come ritrovare la freschezza giovanile e la voglia di cambiare il mondo?
« Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco al mondo! ». . . lo disse il vecchio Papa Giovanni Paolo a Tor Vergata.
Mettere fuoco al mondo. Il fuoco della gioia, dell’amicizia, della condivisione, della giustizia, della pace, dell’entusiasmo per l’arte, per la cultura, per la scienza, per la vita e non quello dei cassonetti, delle auto parcheggiate, dei sedili degli stadi. . .
Per capire chi devo essere devo guardare alla persona umana come è stata fatta “in principio“.
Allora si capisce che la persona umana è fatta per amare, ha ricevuto la forza dell’Amore, di quell’amore che muove il sole, le stelle. . . la vita. C’è nella persona umana una potenza che bisogna lasciarla agire: è la forza dello Spirito Santo che è stato riversato nei nostri cuori per il Battesimo.
È lui che ci fa essere quello che dobbiamo essere.
È lui che bisogna lasciare agire in noi, è lui che ti mette addosso quella voglia di amare senza alcuna paura. È lo Spirito di Gesù risorto che fa nuove tutte le cose anche il nostro cuore sclerotizzato, sfiduciato, rassegnato. Lui è la vera speranza.
La benevola Provvidenza di Dio Padre ha provveduto ad una uscita di sicurezza per ognuno.
L’uscita di sicurezza, cioè la porta che ci introduce alla salvezza è proprio Lui, Gesù Risorto!
Lui è la porta che si apre. È uscendo da quella porta che incontri la potenza dell’amore che ti renderà “incendiario nel mondo“Come trovare la porta? Ogni porta che si rispetti ha la sua segnaletica. Una indicazione la trovi nella Chiesa, dove trovi la Parola di Dio che è vita per il tuo spirito, i sacramenti che danno la forza dello Spirito, la preghiera che sostiene, i gruppi, le associazioni, il volontariato, le persone che incontri nei vari volti.
Forse puoi incontrare anche tu una uscita di sicurezza. È in te la forza dell’Amore, è in te la capacità di realizzare un progetto di vita sensata fuori da qualsiasi tunnel disfattista.
Supera la paura di andare controcorrente, trova il coraggio una buona volta
di dire: « se tanti tuoi coetanei hanno fatto un’esperienza diversa ed hanno trovato la vita perché non puoi provare anche tu? ».
Nel branco in cui finora annaspi trovi solo noia e delusione: forse è meglio cambiare.

Don Gilberto

"Per un pugno di dollari"


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