Passano gli anni e più faccio fatica a confessarmi, nel senso che trovo sempre più difficile trovare sacerdoti disponibili al sacramento della riconciliazione. È vero pure che c’è sempre meno gente che vuol confessarsi. Allora conviene proprio – come qualcuno pensa – che ognuno si arrangi con il buon Dio!»... È questa una confidenza che ho ricevuto.
La tentazione dell’arrangiarsi con il buon Dio c’è sempre stata, anche quando la pratica della confessione era assai più diffusa. Di oggi.
Se io ho bisogno di una medicina per guarire, vado a cercarla e non mi do pace finché non l’ho trovata. Grazie a Dio ci sono ancora dei luoghi dello spirito, dove si possono trovare sacerdoti disponibili a questo grande esercizio di misericordia.
Anche le nostre parrocchie in occasione della Festa dei Santi, del Natale, della Pasqua diventano luoghi dove possiamo vivere l’esperienza della confessione.
San Leopoldo è diventato un grande esercitando questa disponibilità ad accogliere le persone, mostrando a tutti la misericordia e la benevolenza di Dio Padre verso i suoi figli.
È vero, la gente sente meno oggi il bisogno di confessarsi – perdita del senso di peccato? – ma dobbiamo tenere viva l’attenzione verso questo sacramento.
Al di là del pudore umano, che esiste, è importante riscoprire l’aspetto della consolazione di Dio, una misericordia che vivendola ci insegna a condividerla.
Soprattutto perché oggi più che mai c’è bisogno di ridare speranza alla vita e alla dignità di chi, toccato il fondo, cerca Colui che prima forse aveva rinnegato.
Molte persone, non sempre per propria responsabilità, hanno perso il giusto rapportarsi con Dio e di conseguenza sbagliano troppe volte sulla vita dell’uomo e sul suo destino.
Insomma si è talmente abituati allo smog che si è perso il gusto dell’aria pura.
Sono così numerose le notizie di atrocità quotidiane che tutto sta diventando terribilmente normale.
Sono sempre più convinto che c’è urgente bisogno di annunciatori di pace, capaci di chinarsi sulle ferite degli altri più che di polemizzare con gli altri.
C’è bisogno di persone che con le loro braccia aperte e con il cuore accogliente, facciano percepire che Dio, non vuole la morte dell’uomo, ma vuole che viva.
In un mondo dove spesso regna la nebbia e il cielo viene costantemente chiuso c’è bisogno di persone che mostrino che il sole c’è ancora e che è più forte della notte e delle nostre nebbie.
Riconosco che c’è bisogno di sacerdoti accoglienti e disponibili. Ditelo ai preti. Fateglielo capire. Spronateli a farvi vivere il sacramento della confessione in questo modo “evangelico“. Anche i preti hanno bisogno di essere aiutati a fare il loro ministero.
In prossimità della Pasqua nelle nostre chiese verranno offerti dei momenti e delle occasioni per vivere il sacramento della Riconciliazione. . . Diamo senso e importanza a questo gesto.
Che non sia solo un adempiere ad un dovere oppure una esperienza che « andrò, farò. . . quando ho tempo. . . ». È anche questo un tempo favorevole. Sono occasioni poste dentro la vita per rendere più bello poi il nostro mondo con il nostro amore e la nostra bontà.
Preghiamo perché il buon Dio ci dia qualche prete in più e quelli che ci sono sappiano essere “segni del suo amore“.
La Pasqua sarà allora anche quest’anno la più bella SCOPERTA della VITA: credo in un Dio che ama e perdona. . . è Gesù ne è la prova concreta! Questa è la speranza che mi auguro ciascuno possa riscoprire nel vivere i momenti della Settimana Santa e le celebrazioni affinché non rimangano riti sterili.
Con affetto, auguro a tutti Buona Pasqua

Don Gilberto

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