La Quaresima oggi non è facilmente sentita e vissuta come impegno forte di conversione e di ritorno al Signore.

È inutile ogni nostalgico ricordo del passato! La liturgia della Chiesa con il suo rinnovamento può offrirci una guida per vivere i momenti più salienti di questo cammino che sale alla Pasqua. Una riscoperta autentica di questa centralità della Pasqua del Signore nella vita delle nostre comunità ecclesiali e di ogni singolo cristiano può partire dalle celebrazioni feriali e festive di questo tempo sacro dei quaranta giorni.

Ancora una volta il Signore ci offre la possibilità di celebrare la sua Pasqua.

La quaresima è preparazione per la grande notte, la notte della Veglia Pasquale, la “notte più splendente del giorno“, la notte più felice dell’anno, che deve dare senso alla nostra vita, così come la Pasqua di Gesù ha dato senso alla storia.

Mediteremo sulla Parola di Dio, la Parola che ci dovrà interpellare e aiutare a produrre in noi quella trasformazione che oggi gli uomini, Gesù e la Chiesa stanno aspettando.

La speranza nasce dal cuore della Croce. È la speranza che possiedono solo quelle persone che vivono silenziose, serene e forti ai piedi della Croce, come Maria.

Come vivere nel nostro oggi, la Passione, la morte e la risurrezione di Gesù? Dovremo imparare ad aprirci a questa sua storia che scuote, provoca commozione profonda e talvolta disorienta, ma che rimane sempre la grande storia della nostra salvezza.

A questa storia noi dobbiamo aggiungere la pagina della nostra vita. Se non lo faremo noi oggi, nessuno lo potrà mai fare a nome nostro.

Quando ci avvicineremo alla Veglia Pasquale, sarà importante scoprire sempre più il “volto del Padre“; in ogni avvenimento, in ogni croce e in ogni gioia. . .

scoprire la presenza di Dio.

Per questo il nostro cuore dovrà essere libero da manifestazioni di resistenza, di freddezza, di insensibilità, di odio o rancore.

Dovremmo disporci ad essere inondati dalla luce dell’unico amore del Padre che in Gesù Cristo si dona al mondo.

« Se siete risuscitati con Cristo, cercate le cose dell’alto. . . non quelle della terra » (Col. 3,1-3).

« Spogliarsi dell’uomo vecchio e rivestirsi dell’uomo nuovo » significa che non ci sono distinzioni.

In Cristo ci ritroviamo tutti uguali.

L’uomo nuovo è l’uomo libero, fraterno e costruttore della storia.

Ripartiamo dalla Pasqua per vivere questi bellissimi e grandi valori.

Buona Pasqua, buon passaggio a tutti. . .

Don Gilberto

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