La Pasqua è una tappa fondamentale per l’esperienza spirituale del cristiano.

Ma può dimostrarsi un cammino vuoto se non è fatto nella speranza e verso la speranza. Cristo vince la morte.

Contrario della morte non è solo il difficile, ma ciò che appare impossibile agli occhi degli uomini, agli occhi nostri, ciò che a una semplice e immediata verifica umana sembra assurdo.
Quando tutto diventa oscuro o sembra sfasciarsi, quando ogni possibilità di soluzione viene esclusa, è proprio allora che nasce la speranza.

I tempi nuovi hanno bisogno di questa speranza, così come ne abbiamo bisogno noi che ci sentiamo stanchi, tristi, incerti. . . disorientati.

Ha senso parlare di speranza oggi? Penso proprio di sì.

Io spero che le persone non credano che tutti i preti siano pedofili; che si accorgano che ci sono preti che lavorano con serietà, impegno, amore per costruire un pezzetto di fraternità.

Io spero che le comunità cristiane sappiano continuare a confrontarsi con il Vangelo e il Concilio Vaticano II per proporre il Cristo Risorto, oggi, in questa nostra cultura fluida.

Io spero che un po’ alla volta si costruiscano articoli di giornale, dibattiti, confronti su cosa e come fare per affrontare le problematiche della convivenza quotidiana e non per distruggere le persone.

Io spero che non abbia la meglio il detto: mors tua, vita mea.

Io spero che la Chiesa cresca sempre più in umanità. Rinnovandosi dall’interno sappia mostrare uno stile evangelico sempre più coinvolgente e amorevole, capace di dialogare e soprattutto disposta a cercare risposte concrete alle nuove situazioni di vita che si vengono presentando.

Io spero che chi lavora in politica diventi più sensibile alle fatiche della gente, agevoli la vita comune, diventi più onesto e trasformi il suo operato in servizio per gli altri, felice di aver eventualmente trasformato in meglio la cosa pubblica e non di aver umiliato l’avversario politico.

Io spero che il cittadino sia sempre al centro di tutte le preoccupazioni e strategie.

A Pasqua, dopo una celebrazione, al lavoro, a scuola, per la strada, ne sono certo, troverò qualcuno che si sente pessimista o sconfitto, senza speranza, è a lui che mi debbo presentare come persona di speranza.

Cristo è risorto. E da lui io comincio a cambiare, inizio a impegnarmi per cambiare questo mio povero segmento di storia.

La speranza me la dà il Signore Gesù! Chi si sente già arrivato non ha più ragione di sperare, e perde pure la voglia di mettersi in viaggio.

. . .permettimi di dirti che io non mi sento ancora arrivato ed ho bisogno di sperare. . .

Facciamo un pezzo di strada insieme? Forse potremo anche vivere l’esperienza dei due discepoli che stavano andando a Emmaus. . .

E Gesù si affiancò al loro cammino! BUONA PASQUA! Don Gilberto

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