La testimonianza è elemento fondante dell’identità del cristiano: Battesimo, Cresima ed Eucaristia lo costituiscono capace di “annunciare la morte del Signore, proclamare la sua risurrezione, finché egli venga”. I missionari e le missionarie a loro volta non possono che essere e sentirsi testimoni di Dio tra i popoli e le culture, confrontandosi spesso con volti di Dio incarnati in altre e diverse espressioni religiose.

Testimoni di Dio è la proposta per l’Ottobre Missionario e la Giornata Missionaria Mondiale 2011. L’enfasi non è solo sul dovere di essere testimoni: senza una personale esperienza di fede e di preghiera, senza una ricezione grata della Buona Notizia e senza la disponibilità ad accogliere misericordia e perdono, non c’è testimonianza.

Si è testimoni sì, ma di Dio. Il Dio riconosciuto nella figura di Gesù, segno della misericordia da lui avvertita nell’indignazione per le fragilità, le miserie, le ingiustizie degli uomini, e distribuita a piene mani nelle strade e nei villaggi della sua terra fino al momento supremo della Croce.

Missio intende così partecipare al cammino decennale della Chiesa in Italia sul tema dell’educazione: in ascolto del vero Maestro, tutti sono discepoli e tutti diventano testimoni.

Non ignorando chi nella Chiesa inquina la testimonianza con scandali ingiustificabili, ricordiamo anche quanti in vari Paesi hanno versato il loro sangue a causa della fede fino al martirio.

Mentre diamo sostegno alle Chiese di missione, non mancheremo di leggere nelle loro vicende la forza limpida della testimonianza che esse ci restituiscono giorno per giorno.”

DON GIANNI CESENA, direttore nazionale Missio

dall’Introduzione a L’Animatore Missionario 2/3, 2011




Seguendo l’invito che è rivolto a tutti di essere “testimoni di Dio”, anche noi vogliamo vivere questo mese attraverso alcune iniziative che partono dalla preghiera (con l’Adorazione Eucaristica e il rosario missionario), passando per la carità in comunione con tutta la Chiesa (il 23 ottobre, giornata missionaria mondiale) concludendo con la condivisione (cena solidale); tutti momenti che ci possono aiutare ad incontrare l’altro in un contesto attuale e missionario.

Perché, essere missionario non si limita semplicemente a superare il confine della propria nazione, ma prima di tutto chiede di partire da noi stessi, dalle proprie convinzioni, superando i pregiudizi.

. . uscire da una posizione di chiusura e di autodifesa di fronte allo straniero per scrivere insieme una nuova pagina.

È seguire lo spirito di Dio nell’incontro con l’altro.

L’ottobre avrà per noi un ulteriore segno di missionarietà: la partenza di don Gilberto per la nuova unità pastorale all’Arcella e l’arrivo di don Armando nella nostra parrocchia; ad entrambi assicuriamo il nostro ricordo nella preghiera augurando possano trovare delle comunità accoglienti che sappiano con responsabilità e coraggio testimoniare il Vangelo di Cristo e condividerne il messaggio di Amore Universale.

Gruppo Missionario e Caritas


"niente paura"


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