A tutti (politici, amministratori, opinione pubblica. . . )

Affermiamo che primario resta sempre il compito di realizzare la piena parità scolastica avviata con la legge 62/2000, sia perché la Scuola libera paritaria è parte costitutiva del sistema nazionale di istruzione e di formazione e concorre, nella sua specificità ed autonomia, a realizzare l’offerta formativa nel territorio,

sia perché l’Amministrazione Pubblica spenderebbe in più se dovesse farsi carico degli alunni iscritti nelle scuole paritarie e nella formazione di ispirazione cristiana nel Veneto.


Ribadiamo che le scuole libere paritarie e la formazione professionale.

non sono ‘scuole private’ perché fanno parte del sistema educativo di istruzione e di formazione a servizio di tutto il territorio triveneto, alla luce del principio di sussidiarietà, nella libertà di scelta educativa di tutti i cittadini e nel rispetto della normativa riguardante anche gli alunni stranieri e diversamente abili;.

– permettono alla Pubblica Amministrazione un considerevole risparmio sui costi;.

– esprimono la fecondità del ‘modello veneto’ per quanto attiene la Parità e la Formazione Professionale.

circa la dispersione scolastica, l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri e diversamente abili, la libertà di insegnamento, l’occupazione in particolare dei precari, l’inserimento nel mondo del lavoro: patrimonio di cultura, educazione, formazione, a servizio dei bambini e dei giovani che caratterizza da sempre l’attività scolastica e formativa della scuola cattolica libera paritaria.

Chiediamo che si giunga:.

a ricomprendere nell’area dell’Istruzione e della Formazione, anche la Scuola dell’Infanzia, in un ‘modello educativo unitario’;.

a passare dall’attuale logica dei contributi a quella del finanziamento stabile ed organico sulla base del numero degli alunni frequentanti, così da permettere una gestione qualitativa ed organizzativa equipollente a quella delle scuole statali, sul piano economico, fiscale e tributario;.

ad avviare il ‘tavolo-tecnico’ unitario per la stesura di una nuova legge regionale sul diritto allo studio, istruzione e formazione, rilanciando e consolidando ‘il modello educativo unitario’;.

ad avviare un percorso politico finalizzato a precisare a livello nazionale il costo pro capite per studente in modo da giungere alla lettura della situazione locale che evidenzi ulteriormente la fecondità del ‘modello veneto’ e i considerevoli risparmi sui costi che la scuola paritaria in Veneto permette alla Pubblica Amministrazione.

Conclusione Alla luce anche degli Orientamenti Pastorali per il decennio 2010-2020 le scuole libere paritarie e la formazione professionale vengono percepite come strumenti preziosi della comunità cristiana per « educare alla vita buona del Vangelo », a servizio di ogni uomo e di ogni famiglia che vivono nel nostro territorio, anche a costo di sempre maggiori sacrifici per conservarle.

Continuando nell’impegno per risolvere giuridicamente ed economicamente in maniera definitiva la questione della parità, che fatica ancora ad affermarsi, nonostante promesse ed impegni assunti, ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati e continuano a prodigarsi per la positiva risoluzione della parità.

Concludiamo proponendo un passaggio della Lettera del “Comitato CET per la parità” il 30.10.2010 a S. Em.za il Card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI e ai vice Presidenti della CEI: « Sarebbe drammatico che le nostre scuole, che manifestano ogni giorno passione educativa e competenza, fossero costrette a chiudere. Sentiamo questa possibile ipotesi una contraddizione intrinseca al nostro essere Chiesa chiamata a servire l’uomo in Cristo, anche attraverso le scuole libere paritarie ».

Il nostro impegno quotidiano è quello di continuare fino in fondo, affinché queste scuole possano continuare a svolgere il ruolo educativo come scuole della comunità.


"niente paura"


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