Lo scrittore tedesco Johann Wolfgang Goethe disse che: “le compagnie più piacevoli sono quelle nelle quali regna, tra i componenti, un sereno rispetto reciproco”; altra frase non può descrivere meglio il clima respirato durante il campo invernale degli scout del Cittadella 3.
Il ritrovo, il 27 dicembre, è stato come solito dello stile degli scout, un caos totale; zaini mezzi vuoti che pian piano si riempivano di ogni sorta di cibo e una povera macchina caricata di chili e chili di legna secca, erano l’ annuncio che una nuova avventura era alle porte.

Dopo gli ultimi ritocchi ai preparativi, il clan cavallo pazzo è montato sul treno da Castelfranco, con direzione Feltre. Lì, una veloce colazione con pandoro e panettone, ha accompagnato i nostri amici nel lancio del campo invernale: Venti di coraggio. Quindi, dopo aver riempito un intero pullman e aver raggiunto la destinazione finale, Croce d’ Aune, è iniziato il percorso dei giovani rover e scolte: discussioni sui problemi di attualità, giochi ricchi di intrigati meccanismi per far crescere le menti e le abilità dei ragazzi, cene a base di deliziosi piatti e risa comunitarie, momenti di riflessione per far crescere anche interiormente, attimi di convivenza quotidiana per arricchire il bagaglio personale di ognuno e momenti speciali che scoprono i lati più fragili delle proprie personalità, hanno accompagnato il clan del Cittadella 3 per quattro giorni intensissimi, facendo in modo che nuove amicizie si instaurassero e quelle vecchie si rinforzassero.
Non solo momenti di crescita hanno allietato questi giorni, ma anche momenti in cui giovani ragazzi che stanno diventando adulti ritornano bambini, con giochi che riportano all’ infanzia e scherzi da parte dei più grandi a discapito dei più piccoli del noviziato che cominciano il loro cammino per entrare a far parte a tutti gli effetti di questa grande famiglia; sì, perché ormai di famiglia si parla; infatti, lo scrittore statunitense Richard Bach disse che :”Il legame che unisce una vera famiglia non è quello del sangue, ma quello del rispetto e della gioia per le reciproche vite”, esattamente il legame che quattro giorni magnifici come questi sono stati in grado di instaurare in un gruppo di persone che pur non scegliendosi, ma trovandosi, sono diventate unite come in una famiglia.

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.