Carissimo/a,
vengo dall’Africa. . . dove hai lavorato come missionario, dove mi hai conosciuto. Qualche anno fa non avrei pensato che un giorno mi sarei trovato qui da te, nel tuo paese.
Ti ho cercato. . . perché la mia memoria è piena di ricordi di te, là nel mio paese tu contavi molto per me, ed io contavo per te; ti ho cercato. . . perché,
attraverso gli insegnamenti dati alle Comunità ecclesiali di base, hai aiutato i miei concittadini a rendersi conto che il Vangelo è il lievito che libera l’uomo in tutte le sue dimensioni. Ti ringrazio tanto. . . per quanto hai fatto nel mio paese, ringrazio anche i tuoi confratelli o le tue consorelle che sono là e mandano avanti quello che tu facevi. Ringrazio anche la tua famiglia e la tua parrocchia di origine che si danno da fare per aiutarci tramite altri missionari.
Però ora. . . sento il grande desiderio di ritrovarti sulla mia strada di immigrato qui, nel tuo paese. Sono certo che, con il tuo aiuto, la gente di qui capirebbe che dietro la mia etichetta di mendicante, di prostituta, d poveretto o di spacciatore. . . c’è una grande dignità umana con tanti valori spesso inibiti dalla sofferenza, dalle frustrazioni, dalla precarietà. . .
Per favore, ho bisogno di te per far valere i miei diritti. . . sono sicuro che se fossi tu a difendere la mia causa, a insegnarmi come si vive qui da te nella mia lingua che conosci, la mia condizione di vita sarebbe diversa.
. . Aiutami a custodire la fede che mi hai trasmesso. . .
Ero convinto che la fede fosse vissuta meglio qui da te: la fratellanza, la solidarietà, l’accoglienza, il dialogo, il perdono, il rispetto dei valori morali, l’unità della famiglia. . .
Ma ora, a volte, sono deluso, sono disorientato da alcune situazioni.
Ho ancora tante cose da dirti. . . ma ne aggiungo solo una: i tempi sono cambiati e con essi la realtà missionaria. Con il flusso migratorio, che solo la giustizia sociale può fermare, la chiesa «madre », fra cui quella italiana, è diventata anch’essa « terra di missione ». E siccome il servo di Dio non va mai in pensione, tu hai ancora qualcosa da fare qui. . . Come facevi nel mio paese, esci, vieni a trovarci nelle nostre « capanne » accanto ai grattacieli; come facevi laggiù, aprici le porte così che ci sentiamo a casa.
Uno dei tuoi numerosi figli che hai portato alla fede.


Faustin

"niente paura"


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