A Pasqua di quest’anno in ben 31 parrocchie si sono celebrati i sacramenti della cresima e dell’eucaristia per quei ragazzi che hanno portato a compimento il cammino dell’iniziazione cristiana. Nelle settimane precedenti alla celebrazione molte erano le perplessità, le domande, i dubbi, le preoccupazioni sollevate da parte di molti parroci, di genitori e di parecchi catechisti.
Ci si chiedeva se celebrando i sacramenti non sarebbe stato svilito il senso della veglia, se la presenza dei ragazzi con le loro famiglie avrebbe potuto alterare il clima e la partecipazione alla liturgia da parte della comunità, costruiti con tanta fatica negli ultimi anni.

C’era anche la preoccupazione che l’orario e la lunga durata della celebrazione, già ricca di riti e di segni, fossero difficilmente sostenibile per ragazzi, vista la loro “tenera” età. Infine, un’ultima domanda aleggiava nell’aria: ci starà così tanta gente in chiesa, pensando alla presenza della famiglia e dei parenti dei ragazzi? Erano tutti interrogativi legittimi, considerando che era la prima volta che i sacramenti dell’iniziazione cristiana venivano celebrati durante la veglia pasquale. In questi giorni ho incontrato diversi parroci e catechisti di queste 31 parrocchie e, confrontandomi anche con alcuni vicari, ho raccolto da loro riscontri positivi sulla celebrazione dei sacramenti, che aiutano a rasserenare l’animo e favoriscono l’apertura a un futuro meno negativo e pessimista.
Andando ad analizzare la celebrazione, emerge che la stessa, grazie a una adeguata regia, non è risultata più lunga del previsto e i bambini non si sono stancati come si temeva. Anzi, alcuni genitori hanno riferito di come i loro figli fossero stupiti che il rito fosse finito così in fretta. I ragazzi hanno partecipato attivamente e si sono sentiti coinvolti assieme ai loro genitori.
Non si sono viste calle bianche e tavole imbandite con fantasiosi offertori, ma è stato messo al centro Gesù Cristo, morto e risorto, il suo amore, che trasformava la vita di questi ragazzi con il suo Spirito e li univa a lui e alla sua chiesa in maniera piena, attraverso il dono dell’eucaristia.
La celebrazione è stata bella e intensa, e per la prima volta molti adulti, compresi i genitori, hanno partecipato alla veglia comprendendone i segni e i riti, fino allora indecifrabili.
Anche il resto della comunità, nella maggior parte dei casi, ha partecipato con vivo interesse a ciò che si celebrava. E, tuttavia, resta ancora aperta la questione di come coinvolgerla anche nelle altre celebrazioni e negli altri momenti previsti dal percorso.
Dalla condivisione è emersa anche una difficoltà espressa da quelle parrocchie in cui il numero dei ragazzi era alto e lo spazio della chiesa ristretto. In questi casi si sono vissuti dei disagi nei confronti del resto della comunità, che non ha potuto essere più di tanto coinvolta nella celebrazione.
Questi primi riscontri, che avranno sicuramente bisogno di essere completati da altri, ci permettono però di guardare al futuro in maniera più serena e di constatare concretamente come i sacramenti dell’iniziazione cristiana, celebrati nella veglia del sabato santo, non siano un di più, ma vengano vissuti nel modo più essenziale.
Inoltre, per gestire al meglio le situazioni con gruppi numerosi, si dovrà tenere conto della possibilità, espressa nel comunicato del vescovo Claudio, di dividere il gruppo e di celebrare i sacramenti anche in una domenica del tempo pasquale.


don Giorgio Bezze

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