Gentile signora Alpi, siamo un gruppo di ragazzi tra i 16 e i 20 anni appartenenti al Clan del gruppo Scout Cittadella 3. Ci siamo accostati alla vicenda di sua figlia Ilaria grazie ad uno spettacolo teatrale (“Lo Schifo” di Anna Tringali). Questo ci ha aperto gli occhi su eventi di cui la maggior parte di noi non sapeva nulla, e soprattutto su come interessi economici siano stati anteposti alle vite di moltissime persone da una parte corrotta dello Stato, organo che dovrebbe tutelarle, e ci ha fatto conoscere il coraggio e la determinazione di sua figlia e Miran Hrovatin nel denunciare questi abusi.

Forse eravamo troppo ingenui, ma vedere una così palese mancanza di giustizia, e realizzare le carenze e la superficialità di coloro che avrebbero dovuto aiutare la sua famiglia a trovare risposte ci ha sconvolti e profondamente amareggiati. Abbiamo sbattuto la faccia contro la reale identità della parte corrotta dello Stato, che dovrebbe essere garante della giustizia e della sicurezza dei cittadini, e immaginare le sue implicazioni nella vicenda ci ha fatto sentire direttamente responsabili in quanto italiani.
E’ stata una verità pesante da accettare , ma ci ha fatto capire la necessità di analizzare con occhio critico le informazioni che riceviamo e le Istituzioni di cui ci era stato insegnato a fidarci.
Saremo vigili con lei contro altri casi di occultamento.
Come probabilmente già si è accorta, il grande sistema corrotto che sta dietro alla morte di sua figlia non si può sconfiggere in tribunale , ma proviamo a partire da noi giovani, i futuri cittadini.
Le abbiamo quindi scritto perché vorremmo farle sentire la nostra vicinanza e farle sapere che Ilaria viene ricordata.
Vogliamo essere testimoni della sua storia tra i nostri coetanei e non, per denunciare gli errori commessi e far si che non si assopiscano le coscienze.
Sua figlia Ilaria vive nelle nostre con l’esempio del suo coraggio in onore della verità e della giustizia.


Un Rover e una scolta del Cittadella 3

 

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