Ultimamente è capitato, purtroppo spesso,che la Nigeria ha attirato su di sé l ’attenzione dei mass media per rapimenti di tecnici dell’Eni o per esplosioni causate da persone che stavano “rubando ” il petrolio forando le condutture ...
Indubbiamente tutte cose da condannare!
Ma,se uno decide di approfondire ascoltando altre voci potrebbe ritrovarsi su una cima di un ’iceberg,infatti pochi giornalisti spendono un po ’ di inchiostro per raccontare le cause di questi atti banditeschi e per gli interessi in ballo molti si consegnano all’omertà.
Pochi dicono che la foresta è invasa dalle fiamme dei pozzi e dalle esplosioni causate dal devastante fenomeno del gas flaring (che consiste nel bruciare a cielo aperto gas naturale collegato all’estrazione del greggio) causa di inquinamento e scempio ambientale. Con il gas flaring si disperdono nell’aria tossine inquinanti come il benzene, che tra le popolazioni locali ha provocato l’aumento in maniera esponenziale di tumori e di malattie respiratorie quali la bronchite e l ’asma.
Quando piove i bambini si ammalano.E in autunno,nella regione del delta del Niger, piove continuamente.«Soffrono di ogni sorta di allergie cutanee »,spiega il medico che da tredici anni lavora in questo misero villaggio. Non si fa illusioni :»io posso consolarli, ma non posso guarirli ».
L ’armadio dei medicinali È praticamente vuoto, perfino un tubetto di pomata per la pelle
è una rarità. Così i bambini si grattano a sangue le chiazze di eczema che prudono.«Poi le piaghe s’infettano e il bambino è morto », Spiega il dottor Kamalu. A Ebubu,come quasi dappertutto nel sud-est della Nigeria,la sofferenza e la morte fanno parte della quotidianità. Qui,la densità della popolazione è altissima. La terra è fertile e la vegetazione abbondante. Una volta i fiumi erano pescosi e la più grande palude di mangrovie di tutta l ’Africa è stata per molto tempo un’inesauribile riserva di cacciagione. Quel paradiso è praticamente scomparso.
Qui nascono gli immigrati che sbarcano disperati sulle nostre coste e vengono chiusi nei CPT (Centri di Permanenza Temporanea). Qui lavorano, con stipendi occidentali più alti della media a causa del «rischio »,i tecnici stranieri delle multinazionali petrolifere. Qui si scontrano e si uccidono i nigeriani che si ribellano a questo stato di cose con quei nigeriani armati in milizie mercenarie che difendono i fortini delle multinazionali petrolifere ...
E allora ritornando all ’inizio di questo articolo:“Siamo proprio sicuri che i banditi e i ladri si trovino soltanto da un ’unica parte?


Emiliano Menegazzo

"Per un pugno di dollari"


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