Dall’editoriale “Missione Oggi” e brevi flash sulla risposta dei Missionari Saveriani alle accuse rivolte a due missionari, tra cui P. Franco Bordignon A conclusione dello scorso anno, un gruppo di esperti dell'Onu ha presentato al Consiglio di sicurezza il suo ultimo rapporto riguardante il Congo RD, in particolare sull'embargo delle armi destinate ai gruppi armati attivi nell'Est e lo sfruttamento illegale delle risorse minerarie. Benché “strettamente confidenziale”,

molti organi di stampa ne hanno pubblicato ampi stralci, senza verificarne la veridicità. Il rapporto ammette il “fallimento” dell'operazione militare ( . . . ) I risultati sono catastrofici per la popolazione civile: 1.143 civili uccisi, 7.000 donne violentate, 900.000 civili sfollati, 6.037 case incendiate, 123 attacchi a villaggi.

( . . . ) Il rapporto conferma lo stretto legame tra commercio illegale delle risorse minerarie e la continuazione del conflitto, grazie al commercio clandestino delle armi.

Inoltre, afferma che la maggior fonte di autofinanziamento delle Fdlr è il commercio dei minerali, in cui sono coinvolte note società multinazionali occidentali e, secondo precedenti rapporti ONU, lo stesso Rwanda. Si tratta di un giro di miliardi di dollari. Finora, nessun governo occidentale ha fatto pressione su tali società. Si nota una stridente contraddizione: da una parte, la Comunità internazionale promuove la guerra contro le Fdlr e, dall'altra alcuni Paesi importano minerali senza preoccuparsi della loro tracciabilità.

Il gruppo degli esperti cita infine alcuni casi di piccole associazioni umanitarie e di singole persone, missionari inclusi, che avrebbero contribuito al finanziamento delle Fdlr e alla diffusione di informazioni, impedendo così la loro neutralizzazione e il rimpatrio dei suoi membri.

Occorre tener conto che le Fdlr sono una realtà variegata, cui hanno aderito, è vero, militari ex- Far (Forze armate ruandesi) e miliziani Interahamwe; ma è prioritario volgere lo sguardo al gran numero di rifugiati civili, un popolo errante che da 15 anni vaga e sopravvive nelle foreste. Assediato dalla guerra e trascurato dalle Organizzazioni umanitarie internazionali, Onu compresa, i rifugiati civili non avevano davvero nessun diritto all'assistenza? Il rapporto fa riferimento a un aiuto di 2.000 dollari per l'acquisto di teloni di plastica per i tetti di capanne improvvisate, di farmaci e materiale didattico. Secondo la logica del rapporto, quindi, questa gente dovrebbe essere lasciata morire di fame, di freddo e di malattie solo perché si trova nel campo dei vinti? La stampa ha dedicato molte righe a questi ultimi casi, estrapolando i fatti dal contesto e interpretandoli in modo grossolano e tendenzioso. C'è da chiedersi perché.

Non si rischia forse di scaricare su missionari e piccole associazioni umanitarie l'imbarazzante e scandalosa partecipazione di note società minerarie e governi occidentali, ma non solo, nel perverso intreccio tra sfruttamento illegale delle risorse, commercio clandestino di armi, strategie geopolitiche e continuazione del conflitto? • Noi, Missionari Saveriani, siamo una congregazione religiosa il cui compito specifico, oltre a quello affidato a tutti i cristiani, è di annunciare il Vangelo.

• D'altronde la scelta di condividere fino in fondo la sorte degli oppressi ci espone al rischio d’essere oggetto di ogni tipo di accusa, come ci ammonisce il Vangelo.

• D’altra parte, chi ben ci conosce, e in particolare le popolazioni presso cui operiamo, ha già saputo giudicare della veridicità delle accuse stesse.

• Allo stesso tempo denunciamo la sommarietà, l’imprecisione e quindi la falsità tendenziosa di questo rapporto e dell’interpretazione delle cosiddette prove apportate e ci meraviglia che dei giornali che si dicono seri diano loro credito senza verificarle.

• Notiamo che il conto di cui fa allusione il numero 123 del rapporto degli esperti dell’ONU è esso pure inesistente.

• Insomma, mettendo insieme le cose, ci riteniamo autorizzati a concludere che gli esperti dell’ONU si sono fidati di e-mails ottenuti in malo modo, senza verificarne l’esattezza del contenuto.

• Ci sentiamo quindi altamente meravigliati di constatare che il nostro economo, p. Franco Bordignon, è accusato, non in base di una qualsiasi trasgressione compiuta, ma solo a causa dell’incarico che egli svolge in nome e al servizio di tutta la congregazione saveriana. Oltretutto è evidente che egli non può essere al corrente di tutte le iniziative personali di tutti i confratelli.

• Tali accuse fantasiose possono mettere a rischio l’incolumità stessa dei confratelli accusati, e non solo, oltre che condizionare la loro opera in favore dei più deboli.

• Non basta accusare chi da anni, senza nessun fine politico o interesse personale e a volte a rischio della sua stessa vita, cerca di sollevare con i poveri mezzi a disposizione l’enorme sofferenza di intere popolazioni del Congo, per coprire il fallimento della costosa missione dell’ONU con i suoi intrallazzi e alleanze.


"Per un pugno di dollari"


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