Chiamiamo il sacramento con vari nomi: penitenza, riconciliazione, perdono, confessione… Ricordiamo tutti quando da bambini siamo arrivati ultimi o abbiamo commesso qualche errore nel gioco… e allora si faceva la penitenza. Solo quando c’è coscienza di una rottura con Dio e con i fratelli si sente il desiderio di ristabilire l’unità. Se ho imprecato contro Dio e ho mancato di fiducia, adirandomi senza motivo contro di lui; se mi sono costruito idoli, votandomi al denaro e al successo,

Anche quest’anno abbiamo proposto ai ragazzi dell’A.C.R. e ai bambini del coro “Volti di Gioia” la possibilità di trascorrere, in compagnia, un weekend in montagna sulla neve. Con giochi e attività, noi animatori ci siamo impegnati a trasmettere ai ragazzi l’orientamento pastorale di quest’anno: in questa sosta che la rinfranca.

Messaggio del Papa per la Quaresima 2017
La parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro

La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina.
Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare, qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr Lc 16,19- 31). La parabola “ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita e amarla, anche quando si presenta nella realtà di un “rifiuto umano”.

padre Giovanni Didone

Comunicazione del SUPERIORE GENERALE

È per me una vera gioia informare tutti i confratelli che il Vescovo di Uvira, Mons. Sebastien- Joseph Muyengo Mulombe, ha firmato il decreto di apertura dell’inchiesta diocesana super martyrio dei nostri confratelli Fr.
Vittorio Faccin, P. Luigi Carrara, P. Giovanni Didonè e del Sacerdote Diocesano Athanase Joubert uccisi il 28 Novembre 1964 a Baraka e a Fizi nella Repubblica democratica del Congo.

Continuiamo la riflessione sulle opere di misericordia spirituale.
Perdonare le offese: è l’opera di misericordia più difficile, certo anche la più cristiana. Non più: “occhio per occhio… “ ma con Gesù, la novità: ”Se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli l’altra...” Come nel Padre Nostro chiediamo che il Padre non ci perdoni i torti che facciamo a lui, se non perdoniamo quelli dei nostri fratelli.
Perdonare non significa non sentire disagio, sofferenza, fastidio, ribellione per le offese ricevute, soprattutto quando sono infondate, gratuite, ingiuste. Neppure il Signore può chiedere di annullare la natura, la sensibilità, le difese istintive.

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