L’estate è un tempo propizio per il riposo e la riflessione. È una buona occasione per leggere un libro, anche per tirar fuori la Bibbia e leggere tutto di seguito uno dei Vangeli, magari quello di Matteo, che la liturgia ci propone nelle domeniche di quest’anno. Possiamo farci aiutare da qualche commento che papa Francesco ci propone all’Angelus. Commentando il Vangelo adatto ai tanti che si sentono stanchi, affaticati e oppressi dalla vita il papa ha detto: “Il Signore sa quanto la vita può essere pesante.

Accogliendo le parole di papa Francesco nel suo messaggio per questo periodo liturgico, condivido una serie di atti di carità che spesso trascuriamo ma che nella loro semplicità sono manifestazioni concrete dell’amore di Dio.
Un cuore che Lo ha incontrato non può rimanere indifferente agli altri.
Papa Francesco propone 15 semplici atti di carità che egli ha citato come manifestazioni concrete d’amore:
1. Sorridere, un cristiano è sempre allegro!
2. Ringraziare (anche se non “devi” farlo).
3. Ricordare agli altri quanto li ami.

Trasparenza e discernimento: così la Chiesa su Medjugorje
Pierangelo sequeri martedì 23 maggio 2017

Proprio il caso delle ‘apparizioni mariane’ getta una particolare luce sulla trasparenza dello stile cattolico, della cui bellezza possiamo andare giustamente orgogliosi. Tutti sanno, e anche papa Francesco lo ha ribadito di ritorno da Fatima parlando di Medjugorje, che questi eventi – pure se la Chiesa si sia impegnata in una qualche forma di riconoscimento che li accredita come autentica esperienza di grazia che viene da Dio – non appartengono alla rivelazione che fonda e vincola la fede dei credenti.

C’è stato un tempo, in cui la fede si trasmetteva quasi automaticamente. Nascere e diventare cristiano andavano di pari passo. Si imparava a credere come si imparava a vivere. Si diventava cristiani nel momento in cui si succhiava per la prima volta il latte della propria madre. Oggi, invece, anche a motivo dello sviluppo culturale della società, in particolare quella europea, l’adesione di fede passa attraverso un’esigenza di libertà e di intelligenza. Non si nasce cristiani, lo si diventa, anche se permane, da parte di molti, la richiesta dei sacramenti che iniziano alla vita cristiana.
Si diventa cristiani sempre più, per un’adesione personale e quindi necessariamente attraverso un dibattito con se stessi e con altri, passando attraverso il dubbio, soppesando gli argomenti pro e gli argomenti contro.

Chiamiamo il sacramento con vari nomi: penitenza, riconciliazione, perdono, confessione… Ricordiamo tutti quando da bambini siamo arrivati ultimi o abbiamo commesso qualche errore nel gioco… e allora si faceva la penitenza. Solo quando c’è coscienza di una rottura con Dio e con i fratelli si sente il desiderio di ristabilire l’unità. Se ho imprecato contro Dio e ho mancato di fiducia, adirandomi senza motivo contro di lui; se mi sono costruito idoli, votandomi al denaro e al successo,

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.