Trasparenza e discernimento: così la Chiesa su Medjugorje
Pierangelo sequeri martedì 23 maggio 2017

Proprio il caso delle ‘apparizioni mariane’ getta una particolare luce sulla trasparenza dello stile cattolico, della cui bellezza possiamo andare giustamente orgogliosi. Tutti sanno, e anche papa Francesco lo ha ribadito di ritorno da Fatima parlando di Medjugorje, che questi eventi – pure se la Chiesa si sia impegnata in una qualche forma di riconoscimento che li accredita come autentica esperienza di grazia che viene da Dio – non appartengono alla rivelazione che fonda e vincola la fede dei credenti.

C’è stato un tempo, in cui la fede si trasmetteva quasi automaticamente. Nascere e diventare cristiano andavano di pari passo. Si imparava a credere come si imparava a vivere. Si diventava cristiani nel momento in cui si succhiava per la prima volta il latte della propria madre. Oggi, invece, anche a motivo dello sviluppo culturale della società, in particolare quella europea, l’adesione di fede passa attraverso un’esigenza di libertà e di intelligenza. Non si nasce cristiani, lo si diventa, anche se permane, da parte di molti, la richiesta dei sacramenti che iniziano alla vita cristiana.
Si diventa cristiani sempre più, per un’adesione personale e quindi necessariamente attraverso un dibattito con se stessi e con altri, passando attraverso il dubbio, soppesando gli argomenti pro e gli argomenti contro.

Chiamiamo il sacramento con vari nomi: penitenza, riconciliazione, perdono, confessione… Ricordiamo tutti quando da bambini siamo arrivati ultimi o abbiamo commesso qualche errore nel gioco… e allora si faceva la penitenza. Solo quando c’è coscienza di una rottura con Dio e con i fratelli si sente il desiderio di ristabilire l’unità. Se ho imprecato contro Dio e ho mancato di fiducia, adirandomi senza motivo contro di lui; se mi sono costruito idoli, votandomi al denaro e al successo,

Anche quest’anno abbiamo proposto ai ragazzi dell’A.C.R. e ai bambini del coro “Volti di Gioia” la possibilità di trascorrere, in compagnia, un weekend in montagna sulla neve. Con giochi e attività, noi animatori ci siamo impegnati a trasmettere ai ragazzi l’orientamento pastorale di quest’anno: in questa sosta che la rinfranca.

Messaggio del Papa per la Quaresima 2017
La parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro

La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina.
Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare, qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr Lc 16,19- 31). La parabola “ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita e amarla, anche quando si presenta nella realtà di un “rifiuto umano”.

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