Ormai è del Manchester City, ma, qualche mese fa, volevo proporre al presidente dell’Inter, Massimo Moratti, di tenere pure il giocatore e di provare a prestarlo a titolo gratuito, senza diritto di riscatto, per un anno, al Cittadella.

La giornata tipo sarebbe stata: sveglia alle 5,00, colazione, lavoro per tre ore in un’azienda agricola di Ca’ Onorai, doccia. Ore 9.30 in campo per la prima seduta di allenamento, pranzo. Seconda seduta di allenamento, e verso le 17,00 seconda mungitura nell’azienda agricola. Cena verso le 19.30, mangiando prodotti tipici del luogo e alle 22.00 a letto. Per ogni gol fatto nel campionato di serie B, un buono di 50,00 euro da spendere in una delle pizzerie di Cittadella.

Il presidente Moratti poteva star sicuro, che dopo un anno così, Mario Balotelli sarebbe tornato con un atteggiamento diverso, e avrebbe apprezzato un po’ di più le sue enormi fortune, che non stanno nei milioni di euro di una squadra inglese o italiana, ma nelle doti che madre natura gli ha dato. Per fortuna non sempre, ma, guardando Balotelli, e qualche altro giocatore di calcio, sembra di vedere ragazzini, che giocano bene a calcio, ma prendono in giro tutti, dirigenti, tifosi di qualsiasi stadio, compagni di squadra e migliaia di famiglie italiane, che fanno fatica a pagare le bollette e ad arrivare serenamente, con i soldi, alla quarta settimana del mese.

Ma quanti Balotelli ci sono nei nostri paesi? Ragazzi e ragazze “pompati” dai loro genitori, addestrati per essere primi. Pronti ad essere sacrificati sull’altare della Rai e di Mediaset Premium.

Spero con tutto il cuore, che un giorno qualcuno si fermi a spiegare ai nostri ragazzi, che la felicità non sta in televisione o nel conto in banca, ma nell’essere quello che siamo, nel rispetto e nel voler bene alle persone che abbiamo vicino.

Hanno scritto, che il contratto con il Manchester City dura cinque anni, ma se l’allenatore Roberto Mancini avesse gli stessi problemi di Moratti, beh, riferite quanto sopra. Per vitto e alloggio, ci pensa Ca’ Onorai!


don Matteo


"niente paura"


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