Tra poco è Natale. Anche quest’anno Gesù nasce nella grotta di Betlemme e qui in mezzo a noi. Certo che, l’accoglienza, non è delle migliori! Crisi economica co me l’anno scorso, se non anche peggio! Il polo delle Libertà si è sciolto come ne ve al sole e il governo naviga a vista! Acqua alta in tutto il Veneto e non più solo a Venezia in piazza S. Marco, montagne di immondizia a Napoli e dintorni. . .

Pe rò, dal 30 di Novembre, in tutto il Veneto, come nel resto d’Italia, le famiglie sono state costrette a tirare fuori i soldi per farsi un bel regalo: il digitale terrestre! Un attrezzo da applicare al televisore per moltiplicare i canali televisivi. Chi prima ri maneva un po’ di tempo davanti al televisore adesso può rimanere ore. Chi rima neva ore e ore davanti al tubo catodico, adesso può rimanere tutto il giorno. Gli sportivi possono guardare sport 24 ore su 24. I musicisti opere e concerti, tutti i giorni. I bambini cartoni animati all’infinito. . . Poveri noi! Rimbambiti davanti al te levisore! Narcotizzando i nostri problemi sociali! Annullando quasi tutte le relazio ni, che nascono fuori dalla sala da pranzo di casa nostra. Poveri i nostri ragazzi ubriachi e intontiti da fiction, film e telefilm, violenti e spesso stupidi. La televisio ne si trasformerà in anestetico, sedativo contro ogni sorta di male interiore. Con sigliera per la cucina, la ginnastica, la cultura, l’amore, il gossip, il meteo, le azio ni in borsa, la politica, le cose di chiesa.

Anche Gesù bambino, troverà il digitale terrestre e si dovrà adeguare. Troverà un terreno molto più difficile da penetrare, perché saremo distratti da migliaia di altri programmi televisivi. Gesù Cristo arriva in silenzio e probabilmente in mezzo a tutta questa confusione non ci sarà posto dove albergare, se non fuori al buio in mezzo a gente povera e semplice. Sono passati duemila anni ma la situazione ri mane sempre la stessa. Noi seduti sul divano a contemplare la nascita del digita le. Lui fuori a nascere come bambino povero e umile, in cerca di un posto dove abitare! È proprio il caso di dire: povero Cristo! O meglio: poveri noi!


don Matteo

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