40 giorni di stop, per stare un po’ con se stessi. Scalare le marce della nostra vita, rallentare la velocità per guardare fuori dal finestrino di questo treno in corsa. Ammirare il paesaggio, accorgersi che gli altri esistono.

Respirare profondamente e ascoltare il mio respiro. Capire di essere vivo e ringraziare per questa vita. Combattere i difetti come si fa in battaglia.

Metterli da parte, in un angolo e non guardarli più. Allenarsi quotidianamente al bene.

Fare qualche piccola rinuncia e togliere certe abitudini inutili, quelle che ti fanno perdere tempo. Ascoltare con pazienza quelli che ti raccontano “le loro cose”, lontanissime da te. Andare a trovare chi è a letto ammalato e star lì. Giocare con i bambini che te lo chiedono o te lo fanno capire mostrandoti i loro giochi. Spegnere il televisore e raccontare di se stessi. Pregare o chiedere a Dio di aiutarci a pregare.

Fare silenzio.

Questo, e chissà quanto altro ancora possiamo fare nei quaranta giorni di quaresima.

Il tempo ci viene regalato come opportunità da sfruttare. È un’occasione che non torna più indietro, non possiamo essere così stupidi da sprecarlo. La quaresima serve per prepararsi alla Pasqua, al Triduo Pasquale.

Servono quaranta giorni e forse anche di più per prepararsi ad entrare nel Mistero della Fede. Gesù Cristo che lava i piedi agli apostoli.

Dio che muore inchiodato sulla croce, senza un motivo valido, che giustifichi minimamente una morte di quel genere. Dio che esce dalla tomba, vivo! Dio che si fa vedere e toccare dopo la morte! Capire che non possiamo avere paura, mai! Perché siamo figli di questo Dio forte e coraggioso, capace di annientare il nemico più terribile: la morte! Sono misteri difficili da capire.

Serve tempo per riflettere.

La quaresima arriva ogni anno propizia.

don Matteo

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