Uomo medio, distinto, si muove con aria tranquilla e sufficiente, vestito bene. Viene a Messa il giorno di Pasqua e solo il giorno di Pasqua. Potrebbe venire anche a Natale ma spesso e volentieri è in montagna, sulla neve. Nelle altre domeniche, non se ne parla proprio di venire in chiesa, figuriamoci! Con tutto quello che ha da fare, è l’unico giorno in cui può riposarsi un po’ e sistemare le cose di casa. In chiesa cerca di venire per tempo perché sa bene che i posti, quel giorno, non sono sufficienti per tutti. Si siede dove capita, meglio se, da metà chiesa in fondo. Guarda in giro, prima e durante la Messa per vedere se riconosce qualcuno del paese e se viene riconosciuto pubblicamente da qualcuno. Di solito arriva con i famigliari, che usa come scudi umani, per difendersi dagli sguardi schifati e dalle male lingue delle signore del paese, che si accorgono subito delle sue innumerevoli assenze domenicali. Ma, circondato dai famigliari diventa bello agli occhi di tutti, perché fa la figura del buon cristiano, del bravo marito e del buon padre.

Il parroco è felice perché la chiesa, il giorno di Pasqua è strapiena a tutte le Messe e finalmente il gregge che gli è stato affidato, nel giorno più importante per la fede cristiana, si raduna tutto devotamente. Il pastore sa, che la chiesa, quel giorno è affollata di Pasqualini, che non vedrà più fino all’anno prossimo, ma non importa! L’importante è che Pasqualino sia venuto! Che venga a ringraziare Dio almeno una volta l’anno il giorno di Pasqua.

Con gioia chiedo a Dio una Buona Pasqua a voi e alle vostre famiglie! Auguri a tutti, auguri Pasqualino! 


don Matteo

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