Nel codice della Navigazione troviamo scritto: 

Articolo 1118 - Abbandono del posto.

Il componente dell’equipaggio della nave, che durante un servizio attinente alla sicurezza della navigazione abbandona il posto, è punito con la reclusione da tre mesi a un anno.

Articolo 1123 - Danneggiamento con pericolo colposo di naufragio o di disastro.

Chiunque per colpa cagiona danno a una nave in navigazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, se dal fatto deriva pericolo di incendio, naufragio, sommersione o urto della nave.

Articolo 1140 - Falsa rotta.

Il comandante della nave, che, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, fa falsa rotta, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa. . Se dal fatto deriva l’incendio, il naufragio o la perdita della nave, la pena è della reclusione da due a dieci anni. Se la nave è adibita a trasporto di persone, la pena è della reclusione da tre a quindici anni.

Articolo 1141 - Danneggiamento della nave.

Chiunque commette il fatto in danno di una nave, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se il fatto è commesso dal comandante, la pena è aumentata fino alla metà.

Non so voi, ma vedendo la nave inclinata sull’isola del Giglio, ho pensato a me, alla nave della mia vita, della parrocchia che mi è stata affidata.

Anche a me, anche a noi potrebbe succedere un incidente di percorso, una collisione, un momento in cui le persone affidate a me sono in pericolo, un momento di panico. Non possiamo fuggire davanti alle nostre responsabilità. Dobbiamo rimanere là, finché tutti siano in salvo, anche a costo della nostra vita.

Imparare a gestire il pericolo e l’emergenza. Chi ha in mano il timone della barca, chi è in cabina di comando non può andarsene, o far credere che non è successo niente, prendere una scialuppa. . . e per voi: « Si salvi chi può! ».

Ognuno di noi ha il comando di qualcosa o di qualcuno: la propria vita, famiglia, azienda, ufficio, enti locali, un gruppo, una squadra. . . una parrocchia.

L’errore grave, gravissimo, inescusabile di un capitano di nave da crociera, diventi l’immagine chiara di quello che nessuno deve fare. Il capitano è capitano soprattutto nei momenti di difficoltà. E nessuno, in quel momento, può sostituirci! 


don Matteo

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