Prima di iniziare a scrivere chiedo e a chi lo desidera, di dare una mano a capire, se le cose scritte qui, sono condivise, oppure se ritenute siano un cattivo pensiero di un povero parroco, inesperto di politica.
Sono sicuro, e le parate del vicariato di cittadella, non avranno difficoltà a lasciare spazio, nel prossimo numero, a chi desidera mangiare piccoli e riflessioni su questo tema.

Parto dal concetto di "Bene Comune" Che troviamo al numero 26 della costituzione Pastorale "Gaudium et Spes" (7 dicembre 1965): insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente.
Tra poco andremo tutti a votare. Mi auguro che nessuno rimanga a casa e rinunci a questo meraviglioso diritto. Chi verrà eletto dal popolo dovrà occuparsi del bene Comune, cioè dei beni di tutti, allora perché votare i partiti?
Forse anche aprire una riflessione sul federalismo, sulla stabilità, sulle revisioni di spesa, sulla giustizia, sulle tasse, sugli incentivi per l'occupazione, gli investimenti per le energie rinnovabili, sulle pensioni, sull'affidamento dei bambini, non interessa a tutti?
Perché dobbiamo votare un partito quando i problemi per noi italiani, sono tutti uguali, da Merano a Lampedusa. Da Aosta a Santa Maria di Leoluca. Perché dobbiamo votare e tifare per questa o quella squadra, se deve giocare nella nazionale? Qualcuno mi spieghi!
È sotto gli occhi di tutti con i partiti siano diventati gruppi d'interesse particolare. Per questo si chiamano partiti... perché curano gli interessi di una parte! Ma che senso ha, in questo momento storico, portare avanti delle ideologie e l'utilità di una parte d'Italia. Non hanno più senso i comunisti, i fascisti, i democristiani, a mio parere neanche più i leghisti. Siamo cittadini italiani, abitiamo in Europa, che senso ha l'Udc, il PD, il PDL, Sel, Cinque Stelle, quattro formaggi... Possibile che nessuno dei candidati riesca a presentare un foglio, con delle proposte chiare e semplici, ai problemi di tutti, e sotto ci metta una firma!
Eliminiamo i partiti e votiamo le idee, le soluzioni le proposte. Mettiamo popolano i 100 scappa un recente una crocetta su chi ci sembra dica le cose più intelligenti, non sulle bandiere e sulle facce dei soliti leader sorridenti, che parlano, senza dire niente.
Ripeto, non so se ho affermato delle inesattezze, ma il concetto di politica che cerca il bene comune della Polis che aiuta la città e il popolo a raggiungere la propria perfezione più speditamente, mi sembra lontana dall'impostazione dei nostri partiti tradizionali. Siamo stanchi di bandiere, di gruppetti, di caste e privilegi.
Solo chi ama il popolo, tutto il popolo deve fare il politico gli altri stiano a casa!

 

Don Matteo

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