“I care”: mi interessa, mi riguarda, ci tengo.
È questo uno dei messaggi più forti che ci portiamo a casa da quest’esperienza che noi del “Progetto Giovani” di Ca’Onorai abbiamo vissuto. Il 10 agosto siamo arrivati a Barbiana poco consapevoli di ciò che ci aspettava, ma con il cuore pronto ad accogliere la testimonianza di chi, in prima persona, ha vissuto accanto a don Milani. Barbiana non è il nulla ma “la somma del nulla”: una chiesetta, una canonica ed un piccolo cimitero. Ed è proprio qui che don Milani ha seminato la vita, prendendo per mano le poche famiglie del posto e intraprendendo con loro un cammino teso a coltivare uomini e donne capaci di scegliere in modo libero cosa fare della propria vita.

Lasciarsi sottomettere dai sistemi della società in modo passivo o comprendere che, talvolta, quello a cui siamo indotti ci rende solo schiavi? Essere persone che affermano “me ne frego” o dire ad alta voce “mi sta a cuore”? Noi, dopo quest’esperienza, vogliamo urlare che ci sta a cuore una visione di Chiesa che metta al centro la persona e mai si stanchi di accendere i cuori di chi non si chiede più: cosa “i care” nella vita? …non facendoci mai dimenticare che Dio, per primo, dice “i care”, “mi sta a cuore la tua vita”, ad ognuno di noi ogni giorno.
Dopo questa forte esperienza abbiamo fatto tappa ad Assisi, incontrando non solo sassi e mattoni, ma anche pietre vive. Infatti grazie alla testimonianza di alcuni giovani frati ci siamo lasciati toccare dallo sguardo di Dio che viene ad illuminare le nostre tenebre e continuamente ripete al nostro cuore “non arrenderti, io sono con te”.

Bar Miriana


Progetto Giovani

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