La Chiesa cattolica dedica il mese di ottobre alla preghiera, alla riflessione e alla realizzazione di molteplici iniziative riguardanti il tema della missione nella Chiesa.
Non si possono dimenticare poi le varie raccolte di offerte per sostenere i missionari ‘ad gentes’ e le loro attività e realizzazioni in favore delle comunità loro affidate.
Da sempre l’Italia si è caratterizzata e qualificata per l’invio e il sostegno a migliaia di missionari, anche se si nota un sensibile calo numerico dei missionari: nel 1990 erano circa 24mila,ora sono un terzo (circa ottomila).

Le nostre comunità cristiane sono giustamente orgogliose dei propri missionari e cercano di tramandarne e onorarne il ricordo. A maggior ragione se di qualcuno di loro è aperta la causa di beatificazione e canonizzazione o il riconoscimento del martirio.
Cittadella ha la grazia di due suoi missionari avviati alla gloria degli altari: suor Maria Carola Cecchin (morta nel 1925 di ritorno dalla missione in Kenya) e padre Giovanni Didonè ucciso in Congo nel 1964. Riguardo a quest’ultimo, la causa è stata aperta dal vescovo di Uvira in Congo il 13 novembre 2016 assieme a quella di altri due saveriani italiani (padre Luigi Carrara dalla provincia di Bergamo e fratel Vittorio Faccin di Villaverla- Vicenza) e di un sacerdote diocesano congolese (Albert Joubert). La Direzione Generale dei Missionari Saveriani ha accettato di farsi promotrice della loro causa di beatificazione ‘super martyrio’ nominando il postulatore nella persona del padre Guglielmo Camera (autore della migliore biografia di ciascuno dei quattro Servi di Dio). Il vescovo di Uvira ha richiesto poi al vescovo di Parma (sede della Casa Madre dei Saveriani) un supplemento di testimonianze giurate e ulteriore documentazione. Tale processo è stato istruito nella Curia diocesana e aperto il 25 gennaio scorso. Qualche giorno dopo, il postulatore ha incontrato alcuni familiari dei tre saveriani italiani chiedendo la disponibilità di collaborare offrendo testimonianze e documentazione per arrivare alla escusssione (interrogazione) di una quarantina di testimoni ‘de visu’ e ‘ex auditu’.
Sulla vita di padre Giovanni sono stati sentiti i familiari, un paesano di Ca’Onorai, i saveriani p.Lizzit e p.Mario Diotto e anche don Roberto Calderaro che ha presentato le testimonianze di una decina di ex compagni di seminario o seminaristi coetanei.
Il processo rogatoriale si è chiuso a Parma domenica 1° ottobre 2017 nel Santuario San Guido Maria Conforti in Casa Madre dei Saveriani con la partecipazione di circa trecento persone, tra cui una sessantina da Ca’Onorai e dintorni. Alla fine della Messa, presieduta dal Vicario Generale della diocesi di Parma, sono stati sigillati i plichi contenenti le 1278 pagine degli Atti del Processo e predisposti per essere consegnati al Vescovo di Uvira dal postulatore. La suddetta diocesi congolese ha già fissato la data di chiusura del processo diocesano il prossimo 28 novembre 2017, giorno del 53° anniversario della morte dei quattro Servi di Dio.
Tutta la documentazione del processo verrà poi consegnata alla Congregazione vaticana delle cause dei santi che esaminerà la correttezza e validità degli Atti.
Vorremmo concludere questa breve cronaca di una intensa e commovente giornata vissuta a Parma con le parole del cittadellese padre Luigi Menegazzo, Superiore Generale dei Saveriani morto nel dicembre scorso, in occasione del 50° del ‘martirio’ dei Servi di Dio del Congo: “Il martirio è la celebrazione perfetta dell’Eucaristia: il Signore si donò totalmente a Dio Padre e a tutti noi. Donò Corpo e Sangue. Il ricordo dei nostri martiri produca in noi frutti di conversione e progetti di missione fondati sull’essere più che sul fare...
La spiritualità del martirio è il cristocentrismo chiamato con altro termine: perciò è ascesi quotidiana, mistica quotidiana, consacrazione quotidiana. Se questa parola risuonasse costantemente nel nostro animo, nelle nostre assemblee, nei nostri incontri comunitari, se fosse scritta nei nostri personali e comunitari Progetti di vita e di missione, certamente saremmo capaci di più audacia, più vitalità, più sicurezza.
Martirio: pane spezzato e vino versato, non vite infrante, ma vite piene di Cristo e di energia divina. Martirio: il vero progetto per la nostra Famiglia. I confratelli che hanno versato il sangue per Cristo ci proteggano, ci benedicano, intercedano per noi e smuovano le nostre coscienze e la nostra vita.”

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