La roccia è Cristo.
Come una casa trova la sua solidità e offre la sicurezza nella solidità delle fondamenta scavate nella roccia, così’ Cristo offre la sua sicurezza e fermezza perché la sua Parola dalla sapienza di Dio.

Nella figura qui accanto Gesù è presentato con un libro in mano: è il Vangelo. Diamo la traduzione delle parole scritte i greco: “Io sono la luce del mondo: chi segue me, avrà la luce della Vita”.
Riflettiamo sul significato della parola di Cristo che una queste due parole: roccia e parola.

1 - La caratteristica che distingue l’essere vivente “uomo” da ogni altro essere vivente sulla terra è la PAROLA.
L’uomo nasce e cresce nel suo corpo come qualsiasi altro essere vivente.
Ma le potenzialità di crescita sono specifiche per l’essere umano.
L’uomo non è un “animale” da circo, che si può addestrare solo con la frusta e i dolcetti.
L’uomo non si educa con frusta e dolcetti: si educa, si istruisce, si forma , si matura solo attraverso la Parola.

2 - Nella Colletta della Messa di questa domenica leggiamo: O Dio che edifichi la nostra vita sulla roccia della tua Parola, fa che essa diventi il fondamento dei nosri giudizi e delle nostre scelte, perché non siamo travolti dai venti delle opinioni umane.
Sono parole che ci dicono che la Tua Parola è forte e solida come una roccia. Infatti Gesù disse a Simone: Tu sei pietro (roccia) e su questa pietra (roccia) edificherò la mia Chiesa.
Come la personalità e l’identità di un individuo è legato alla sua cultura, anche la l’identità religiosa è legata alla sua cultura religiosa.
Per cui è stata coniata un’espressione molto significativa: “ non si abita un paese; si abita una lingua (parole), una cultura (le idee prevalenti nella regione in cui si vive) una mentalità.
3 - Riportando l’esempio alla realtà religiosa dobbiamo osservare che si può parlare di lingua cristiana, evangelica, se si conoscono e si comprendono le parola del Vangelo. Ma quanto tempo dedichiamo della nostra vita a conoscere, a comprendere le parole del Vangelo?
Quante ore siamo invece succubi delle parole della TV e quanto ci lasciamo dominare dalle parole che ascoltiamo e che diventano il nostro linguaggio e la nostra cultura? Quale rapporto c’è tra la parole che ascoltiamo alla TV e il Vangelo?
E se queste parole sono quelle che condizionano la nostra cultura e diventano quelle parole che stravolgono i valori del Vangelo?
3 - Per questo Gesù dice non chi dice Signore, Signore, ma chi fa quello che Gesù domanda entrerà nel regno dei cieli.
Ma per essere capaci di formulare giudizi in sintonia con il Vangelo dobbiamo conoscere le parole dl Vangelo.
La metafora della parola associata alla metafora della roccia suggerisce un altro concetto.
Come la roccia contiene la forza e solidità della casa.
La roccia della Parola di Cristo, contiene la solidità dei valori.
Ma come per scavare le fondamenta per piantare la casa sulla roccia, occorre, forza, tenacia, perseveranza, sacrificio … così per penetrare nel vero significato della parola di Cristo bisogna avere la pazienza e la costanza di leggere, meditare, riflettere, ascoltare, confrontare le parole del Vangelo con le altre parole; farsi guidare da coloro che hanno studiano la Parola, avere l’umiltà di cercare sempre e la pazienza necessaria.
Dio risponde sempre alla perseveranza e umiltà!


A DOMANDA … RISPONDO


Perchè le letture dell’Antico Testamento sono lette dai Laici mentre il Vangelo solo da Diaconi o Sacerdoti?

Veramente le letture 1 3e 2 dovrebbero essere lette da Lettori “Ordinati” ( Il lettorato era un “ordine minore”).
I candidati al Sacerdozio o al Diaconato vengono prima “ordinati” lettori e accoliti. Ciò significa che la parola di Dio va letta da esperti “nella lettura”. Si legge per “proclamare” ciò che è scritto.
Un ateo o un miscredente non sa leggera la parola di Dio, perché nel fondo del suo animo sono scettici rispetto alle del testo che leggono.
Invece “proclamare”, riferendoci al significato etimologico della parola: significa: chiamare ad ascoltare l’annuncio contenuto nelle espressioni del testo.
Altro aspetto da considerare è questo: Non tutte le parole del Testo Sacro hanno la stessa importanza.I libri “profetici” e il libro dei Salmi (che sono preghiere) hanno messaggi che sono assai più ricchi e significativi di alcune pagine storiche. Inoltre le Parola del “Vangelo” hanno ricchezza di un annuncio “proclamato” dal Gesù che secondo uno dei due misteri principali della Fede, è il Figlio di Dio, fattosi uomo con lo scopo del parlare al’uomo con la stessa lingua dell’uomo.
Per evidenziare questa diversità di valore dei contenuti si è formata la tradizione di affidare la lettura a persone preparate sia dal punto di visto letterario, sia dal punto di vista della Fede.
In altre parola c’è stata una storia con fasi progressive di “proclamazione” della Parola di Dio. Prima di Cristo, uomini di fede e di profonda spiritualità hanno saputo accogliere l’ispirazione di Dio, ma nella pienezza della rivelazione il Figlio di Dio ci ha portato la sua Parola.
Questi passaggi nelle celebrazioni sono simboleggiati anche dalla diversità dei lettori.
Se ora, vista la penuria di Lettori ordinati, si invitano i “laici” a proclamare la “parola” è un modo di inviare i credenti a partecipare alla Missione dell’annuncio della Fede e portare la loro fede davanti alla loro comunità.
Continua nel prossimo numero


"niente paura"


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