Presentazione del vangelo della domenica

II messaggio che Gesù consegna agli Apostoli nel momento in cui lascia la terra e risale definitivamente anche con il Corpo al Cielo, è molto esplicito: “ora tocca a voi !”
Nel momento della creazione Dio affida all’uomo la responsabilità della sua vita, donandogli la Libertà ( o libero arbitrio) e mettendo quindi nelle sua mani la gestione della propria vita e dellA tutto questo però aggiunse anche un “prontuario”
di regole che avrebbero potuto favorire il cammino dell’uomo nella storia. Infatti degli astri del cielo e dell’evoluzione delle realtà non razionali e libere non si preoccupa. Nel loro esistere e nel loro dinamismo non c’è bisogno di guida o di indirizzi o di correttivi.
Invece perché l’uomo avesse indirizzi e prospettive migliori suggerì anche regole e progetti lasciandogli la libertà effettiva di intervenire: è la legge iscritta nel cuore, è la voce che chiamiamo “coscienza”, e potremmo pure indicarla con il termine “Legge Naturale”.
Tutto questo Gesù ha confermato mentre viveva sulla terra. Dando nuovo vigore a molte intuizioni dell’uomo. La Parola di Cristo, Figlio di Dio, dopo aver accolto e benedetto le parole della Tradizione Ebraica, dicendo “non sono venuto per abolire ma per completare” proclama con l’autorevolezza della sua Origine Divina, e con la forza dell’Amore del Padre e Fratello dell’umanità, “Io sono la Via, la Verità e la Vita., . Egli, nella sua speciale predilezione per l’essere umano, volle avvicinarsi a noi fino a camminare sulla terra che aveva creato, e mostrando come avrebbe potuto l’uomo raggiungere il massimo della felicità e la pienezza del suo essere, vivendo Egli stesso nella storia, accettando come un vero uomo tutte le conseguenze del suo progetto fino a lasciarsi chiudere in una tomba Pur senza abbandonare la sua realtà di creatore, volle vestire i panni della sua stessa creatura.
Solo allora, come aveva fatto sul Tabor, depose il suo riserbo e lasciò apparire il suo splendore.
Infatti la parentesi storica non avrebbe potuto continuare. Avrebbe potuto offuscare la libertà dell’uomo. Del resto se alcuni hanno avuto la sapienza di riconoscere la sua missione, molti altri non hanno accolto l’umiltà del creatore, e hanno ostentato la superbia che li ha portati alla cecità completa. Gesù stesso lo disse un giorno: se foste ciechi non ne avreste colpa; ma siccome dite: noi vediamo, morirete nei vostri peccati!
Giudizio tremendo che ci coinvolge tutti. Allora Cristo, terminata la sua testimonianza ha riaffidato la storia e la salvezza all'uomo, perché riprendesse il suo ruolo di principe del creato, nella libertà piena.
Salendo al cielo Cristo affida all’uomo il futuro della storia e nella storia.
L’Ascensione è nello stesso tempo il trionfo di Cristo e dell’uomo.
E’ il trionfo di Cristo che viene accolto nella Gloria del Cielo con nuovo splendore, nuova ammirazione di tutto il Cielo e in particolare del Padre e dello Spirito Santo. Anche se mai c’era stato separazione, ora è innalzata alla Gloria anche l’umanità: non solo la “sua umanità”, ma tutta l’umanità.
Ma è anche il trionfo dell’uomo, che vede aperto davanti ai suoi occhi il cielo stesso, nel quale Cristo assicura che c’è un posto per tutti coloro che lo cercano.
Per usare un’espressione efficace, potremmo dire: è bene che il Cristo sia dalla parte interna della porta, da quella parte dalla quale è possibile sempre aprire la porta.a storia umana.
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