Chiamati per nome ancora prima dell’inizio della nostra avventura terrena, ma chiamati alla Vita per sempre: questo è il senso della nostra esistenza. Se noi abbiamo coscienza dell’esistere e della libertà di intraprendere un progetto di vita del quale ci sentiamo protagonisti, se non avessimo anche la prospettiva di un rapporto personale con Dio, ci sentiremmo come in balia di una casualità cieca e irrazionale, come foglie strappate dal vento e sbattute chissà dove.
Ma la Bibbia ci dice che Dio ci Chiama alla Vita e fa con ciascuno di noi come è rappresentato nell’immagine: Gesù prende per mano Matteo e lo guida sulla strade della vera vita.
Il gesto di Gesù è simbolo di ciò che fa la Chiesa: ci prende per mano e ci guida.
Ci crediamo? E’ una scelta che dobbiamo saper fare, anche andando contro corrente, anche abbandonando le vecchie abitudini o i vecchi interessi.
Vivere la vita con Cristo: questo potrebbe essere lo slogan della Missione della Chiesa per i nostri giorni !
Questa missione la Chiesa la svolge in molti modi.
Questo foglietto settimanale avrebbe proprio questo scopo: inviare messaggi discreti ma continui; far giungere la voce a coloro che desiderano ascoltare. Siamo ogni giorno inondati da un profluvio di notizie e inviti. In mezzo a questi potrebbe essere nascosto anche questo annuncio. Se ci fosse in voi un po’ di curiosità o di interesse, La Voce non rimarrebbe inascoltata.
Il vero contatto fra Cristo e la Sua Comunità avviene attraverso la Liturgia e la Catechesi. La Chiesa ci prende veramente per mano dalla nascita alla morte, ma con una attenzione particolare nella Catechesi che inizia in parallelo con l’istruzione scolastica, e accompagna poi ognuno nelle fasi della crescita e delle scelte di vita.
Osservate come il pittore Vittore Carpaccio, ha immaginato la scena: Gesù prende per mano Matteo. Lo ha chiamato a percorrere una strada nuova. Sembra dirgli: non temere, Io sarò con te sempre.
Così fa la Chiesa con tutti noi. In particolare con la Catechesi, ci vuole guidare, ma non per forza o per paura, bensì come segno di amicizia e di amore: io sono venuto perché la mia gioia sia in voi, e la vostra gioia sia piena [Gv.15,11]. La Chiesa è a servizio di questo progetto di Dio, per missione ad Essa affidata da Gesù stesso. E quali sono i passaggi qualificanti di questa missione? Il Nuovo Consiglio Pastorale ha preso l’impegno di riflettere seriamente su quali potrebbero essere i passaggi più necessari nella progettualità pastorale della nostra Parrocchia.
Dal dialogo del Consiglio Pastorale, riprendendo anche dalle riflessioni che hanno preceduto le elezioni, è emerso uno slogan che potrebbe essere così espresso e che individua l’obiettivo da raggiungere: aiutare gli adolescenti, privilegiare le famiglie.
In questo domenica in cui celebriamo la liturgia domenicale con questa attenzione: esprimere nella celebrazione dell’Eucaristia un Grazie speciale a Dio per aver potuto aiutare tanti bambini e ragazzi a conoscere meglio le Parole e l’Opera di Cristo e della Chiesa. Alla Messa delle ore 9,30 ci sarà anche un segno. Gesù ci ha portato i suoi doni e ci ha invitato a prendere come fondamento del progetto di vita una Parola: tutto quello che farete al più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me. Per questo abbiamo chiesto ai ragazzi di portare un piccolo dono per esprimere solidarietà con gli Ospiti e gli Operatori dell’Opera della Provvidenza S. Antonio: un pacco di riso o di pasta, un po’ di caramelle o e di frutta, qualcosa che possa esprimere la nostra solidarietà con quest’Opera così provvidenziale. Così il nostro pellegrinaggio annuale alla Tomba di Mons. Frasson sarà all’insegna della carità. Invito ancora a partecipare … date il nome per garantire il mezzo di trasporto.
Ma vorrei anche sottolineare il significato del progetto del Consiglio Pastorale: Adolescenti e famiglie. Tutti sappiamo che l’adolescente vive in modo problematico la famiglia. Molto spesso si pensa che sia quasi espressione di rifiuto della famiglia e dei suoi insegnamenti. Invece è tutto il contrario: è la dialettica dell’assimilazione. L’adolescente comincia a capire che gli si chiede di scegliere, di schierarsi, di assumere ruoli che richiedono impegno, coerenza e accoglienza di responsabilità. Tutte le provocazioni dell’adolescente esprimono l’esigenza di garanzia di verità e di giustizia. Vuole in altre parole essere certo che ciò che gli viene proposto e richiesto corrisponde ad una verità. Ha paura di essere ingannato? Forse un po’ di paura c’è! Ma certamente non vuole perdere tempo, sprecare energie che non diano risposta alle sue aspettative. Si dice: non vuole maestri: vuole testimoni! Ecco il suolo della famiglia: essere testimone di vita !
Studieremo come poter aiutare le famiglie ad essere testimonianza di VITA, a saper fare da battistrada ai figli.
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