Penso che il pericolo primo ai nostri giorni sia la superficialità nei confronti della Fede.
Ma subito dopo segue una conseguenza gravissima: l’incapacità di distinguere tra Fede e Tradizione.
Ci si sente spesso dire: io ho le mie opinioni !
Questa frase nasconde un problema tremendo. Dio è un’opinione, o una realtà? Per molti Dio è un pensiero, un simbolo, una parola vuota. Non è un dato scientifico: cioè non è un dato scientificamente verificabile. Ma potrebbe essere un dato storico? Dio potrebbe essere un protagonista nella storia del creato o dell’umanità? Per il Cristiano Dio è il Padre di Gesù Cristo, uomo-Dio, vissuto nella storia, nel tempo dell’uomo, come è narrato dai Vangeli; è il protagonista di ciò che i Vangeli fanno memoria; è la presenza continuativa e documentata nella storia della Chiesa.
Oggi nel Vangelo ci sentiamo dire: se uno mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io la riconoscerò davanti al Padre mio!
Cosa significa riconoscere? Riconoscere una persona significa che conosciamo l’identità di quella persona e confermiamo quanto la nostra memoria ci presenta.
E’ sempre un momento molto triste quando un nostro familiare, a motivo della malattia o dell’età, non ci riconosce più. Ma è ancora più triste quando una persona ci rifiuta, ci respinge, ci odia: non ci riconosce più come persona!
Questo dovrebbe essere l’inferno: sentirsi rodere dal rimorso di non aver riconosciuto il Cristo e la Chiesa.
Che fare per non cadere in questo errore? Siamo avvisati. Ci dice Gesù: non fatevi ingannare, , non temete, credetemi.
Cosa avrei potuto fare di più per voi?
L’immagine che vedete sembra quasi uno scherzo, un esagerazione. Eppure a volte i persecutori dei cristiani sono perfino caduti nel ridicolo. Se neppure una pariglia di buoi è riuscita a smuovere una ragazzina (Lucia aveva forse 13 anni) … come si fa a non capire che c’è qualcosa di eccezionale, di misterioso nella forza di quella ragazza? Eppure l’orgoglio non conosce limiti.
Il pittore mette in evidenza proprio questo concetto: si potrebbe essere più ridicoli di così? Ma quel Tribuno, visto che neppure i buoi potevano smuoverla la fece uccidere di spada.
Non vi sembra che di fronte a Dio ci comportiamo anche noi così?
Gesù dice: non vi riconoscerò se voi prima non avete accolto il mio progetto di vita.
Potremmo ricordare anche un’altra frase celebre del Vangelo: non potete servire a due padroni. Tradotto in veneto si direbbe: non potete stare seduti su due sedie!
Oggi tuttavia dovremmo ricordare un fatto. La cultura è molto diffusa, abbiamo possibilità impensabili appena qualche anno fa, di studiare, di conoscere tantissime cose. Siamo capaci di cogliere queste opportunità?
Quanti rifiutano il Vangelo senza neppure averne letto qualche pagina? Quanti rifiutano la cultura religiosa, per presunzione!
Pensiamo solo ai giovani che si affacciano al Matrimonio! A volte si sente dire: che ne sa il prete che non è neppure sposato? Ai giovani che chiedono il Matrimonio-Sacramento bisogna ricordare che se l’accento è posto sul matrimonio anziché sul sacramento, siamo già nell’errore. Il dovere del prete è di dire ai giovani: riconosci il Cristo come Figlio di Dio, autore dei sacramenti affidati da Lui stesso alla Chiesa, e riconosci che il matrimonio sacramento può essere nullo, invalido, per mancanza dei fondamenti della Fede!
Se il tuo cammino di preparazione non ha cambiato il tuo stile di vita, se continui a eludere la formazione religiosa e la S. Messa festiva, sarà davvero un Matrimonio-Sacramento?
Infatti questa parola di Gesù: se non mi riconoscete davanti agli uomini … vuol dire che nel Celebrare il Sacramento del Matrimonio dobbiamo chiedere quello che Cristo ci ha detto di chiedere.
Se un mendicante vi chiedesse l’elemosina ma rifiuta il pane, e volesse solo denaro, non viene il sospetto che non abbia fame, ma sete (non certo di acqua)?
Il coraggio di S. Lucia davanti ad un giudice, può essere un rimprovero per quei giovani che alla Chiesa hanno rifiutato anni di attenzione e di accoglienza e poi d’improvviso hanno urgenza del matrimonio, ma sono felici quando indichiamo la strada facile, anziché, proporre la strada utile?
Se l’apostasia - la rinuncia alla fede, anche per paura della morte - era considerato peccato grave che escludeva dalla Comunità dei credenti, il rifiuto, o anche solo la superficialità con la quale molti rifiutano la preparazione al matrimonio, come dovremmo chiamarla?
Hanno il coraggio della protesta, ma hanno anche il coraggio di confrontarsi con sincerità con il sacerdote?
Del resto avete mai pensato a quanto può essere difficile, e quanta amarezza quando il sacerdote non riesce a donare ai giovani il vero conforto della Fede?
Il sacramento del Matrimonio è un dono di Dio, una preparazione seria, impegnativa, ma ricca della Verità, è il migliore dono del Sacerdote ai giovani che chiedono il Matrimonio-Sacramento. Questo è il dono che desidero offrivi!
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