La superficialità nei confronti del fatto religioso è forse la causa prima dell’atteggiamento di tanta infelicità esistenziale.
Si può mettere mano alla costruzione di una casa, la vostra casa da tanto sognata,

senza nessun progetto, almeno nella vostra mente? Oggi non si potrebbe neppure immaginarlo.
Noi ammiriamo le meravigliose opere d’arte: grandi Basiliche o grandi Pitture. Siete capaci di immaginare un grande affresco senza un disegno prima di iniziare?
Eppure molti affrontano la vita senza nessun progetto. A volte si vive alla giornata, senza nessuna meta da realizzare. E’ vita?
Eppure di fronte al fatto religioso, quanti vivono senza mai giungere ad una scelta maturata?
Le campane suonano, ma vengono ascoltate? O, magari a qualcuno danno noia?
Poi capita il momento in cui si vuole un “rito”, per esempio il Battesimo del figlio.
Allora al richiedente viene rivolta la domanda: ti impegnerai a guidare tuo figlio secondo l’insegnamento della Chiesa?
Il brano del Vangelo di questa domenica ci viene in aiuto per una riflessione.

Leggetelo bene: “Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?”. Dicono: “L’ultimo”. [Mt. 21, 28-31]

La domanda: “figlio vai lavorare nella campagna” se fosse rivolta a noi potrebbe essere questa: oggi : Figlio, è domenica, parteciperai alla S. Messa? Cosa rispondereste? Sì?. Ma poi fate come quel ragazzo del racconto del Vangelo che dice si, ma rimane a dormire?
Se noi facessimo cosi quali conseguenze ne deriverebbero?
La nostra vita sarebbe come un campo non lavorato, quindi incolto e incapace di dare frutti; la nostra vita sarebbe come una casa costruita senza un progetto; la vita dei vostri figli, anche se Battezzati, come un terreno senza nessun agricoltore, abbandonato a se stesso, nel quale germogliano e crescono tutte le sementi che cadono sul terreno in piena libertà e nella confusione più completa. Si potrebbero trovare anche alcuni frutti buoni, ma più spesso crescono erbacce che danno frutti tutt’al più buoni per gli uccelli !
Ripeto: questa è la situazione di molte persone, pur Battezzate, e di famiglie anche sposate in Chiesa! Così molte persone, nei confronti della Fede, sono paragonabili ad un deserto, dove manca l’acqua. Anche nel deserto il terreno spesso è ricco di semi che attendono il momento della pioggia per germogliare. A questo proposito si potrebbe richiamare ciò che si dice della così detta rosa di Jericho.
L’esempio potrebbe servire per comprendere il significato della Grazia di Dio donata dal Battesimo e da tutti i sacramenti: ma li riceviamo? E li riceviamo con le dovute attenzioni perché siano efficaci ?
I Sacramenti infatti non agiscono in modo magico (precisione di gesti e parole), ma se, dopo aver purificato le nostre intenzioni e il nostro cuore, accogliamo nella Fede la Volontà di Cristo e invochiamo lo Spirito Santo, di concederci il dono promesso per vivere secondo il Vangelo e così conseguire la vita Eterna.
Il Vangelo dice però anche un’altra cosa: il secondo figlio in un primo momento dice: non ne ho voglia. Poi però riflette, si alza e va nel campo.
Chi ha fatto la volontà del padre? Tutti dicono: il secondo.
Però quanto tempo rimane a letto quel ragazzo, prima di decidersi ad alzarsi e andare nel campo? Dieci minuti, un’ora, un mese?
Cosa servirebbe il suo andare nel campo, se l’invito fosse stato fatto nel giorno della mietitura o della vendemmia, e lui avesse atteso un mese?
Questo è il rischio di molti “così detti Battezzati” che rimandano di anni la ripresa della vita cristiana.?
S. Paolo, [lo ricordiamo in quest’anno dedicato proprio a conoscere questo grande Apostolo] è rimasto tre giorni digiuno e in preghiera, ma quando il sacerdote Anania gli ha offerto il Battesimo, l’ha accolto con prontezza e senza più esitare per tutta la vita.
Ogni persona ha i suoi tempi anche per la Fede. Ma dobbiamo intenderci bene. Chi fosse in sincera e costante ricerca della Fede, chi studia, riflette, si confronta, chiede lume soprattutto con la preghiera, è già nel cammino diritto verso la Fede.
In questo caso si potrebbe citare un verso della Divina commedia di Dante Alighieri che dice così: Seggendo in piuma, in fama non si vien, né sotto coltre. In linguaggio più moderno si potrebbe ripetere così: rimanendo perennemente seduti in una comoda poltrona o sprofondati sotto un caldo piumino nel letto, non si diventa famosi! E c’è pure un proverbio che dice: chi dorme non piglia pesce.
La Fede esige RICERCA CONTINUA!


"niente paura"


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