Una frase che viene citata spesso a proposito ma  anche a sproposito.
Cosa dovremmo dare  a Dio? Cosa abbiamo da dare a Dio? Cosa pretende Dio da noi? O meglio cosa gradisce Dio da noi?
Ecco alcune domande che possono essere suggerite dall’episodio narrato  nel brano del Vangelo  che leggiamo nella liturgia della domenica  28a.
Prima cosa Dio non ci chiede di pagare le tasse a Lui o di versare una quota del nostro reddito.  Potremmo rispondere infatti proprio con alcuni versetti  della Bibbia.
Leggete nel riquadro  ciò che dice il Salmo.
9Non prenderò giovenchi dalla tua casa, né capri dai tuoi recinti.
10Sono mie tutte le bestie della foresta, animali a migliaia sui monti.
11Conosco tutti gli uccelli del cielo, è mio ciò che si muove nella campagna.
12Se avessi fame, a te non lo direi: mio è il mondo e quanto contiene.
13Mangerò forse la carne dei tori, berrò forse il sangue dei capri?
14Offri a Dio un sacrificio di lode e sciogli all’Altissimo i tuoi voti; [Salmo 5senza nome.png0,9-14]

Dio quindi non chiede all’uomo che una cosa: “accogliere con riconoscenza i suoi doni.
Vorrei allora applicare a questo concetto un pensiero che viene suggerito dalla circostanza della Giornata Missionaria Mondiale.
Così scrive il Papa Benedetto XVI° nel suo messaggio:
È Cristo il nostro futuro e, come ho scritto nella Lettera enciclica Spe salvi, il suo Vangelo è comunicazione che "cambia la vita", dona la speranza, spalanca la porta oscura del tempo e illumina il futuro dell’umanità e dell’universo (cfr n. 2).
San Paolo aveva ben compreso che solo in Cristo l’umanità può trovare redenzione e speranza. Perciò avvertiva impellente e urgente la missione di "annunciare la promessa della vita in Cristo Gesù" .
Ecco allora cosa dice quella frase: “Date a Dio …” offriamo a Dio la riconoscenza per la speranza che ci ha dato mandando suo Figlio. Accogliamo la voce della Chiesa che non è altro che la voce di Cristo.
Offriamo per i missionari  un nostro contributo. Ma offriamo prima di tutto un GRAZIE cordiale a Cristo per la speranza  che ci offre.
Offriamo soprattutto la testimonianza della coerenza con i Valori del nostro Battesimo. Viviamo nella giustizia e nel rispetto delle persone e delle cose,  
Allora anche la nostra offerta piccola, o grande che sia, sarà un gesto di riconoscenza per quello che abbiamo ricevuto.
Ricordiamo che il benessere che godiamo nelle nostre regioni, non è solo frutto della tecnica o della furbizia. Anzi l’uso spregiudicato di cose moderne può essere un danno proprio all’ambiente, al clima. E l’uso spregiudicato delle  risorse può essere un danno alla comunità.
Un uso positivo delle risorse  è l’aiuto alle persone bisognose. Fra queste persone bisognose ci può essere il povero di pane, il povero di vestiti, il povero di salute. Ma ci può essere anche la povertà spirituale, la mancanza della Fede che genera la sfiducia, il timore per il destino della nostra anima.
La Parola di Dio è quella parola di verità che apre alla speranza. Allora  se noi nutriamo riconoscenza verso coloro che ci hanno portato la Fede e ci hanno fatto conoscere la speranza, questa riconoscenza la dovremmo mostrare aiutando coloro che con coraggio dedicano al vita la diffondere questa speranza. Parlo quindi missionari.
Oggi tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo: prima con la preghiera di ringraziamento per i doni che Dio ci ha fatto, e poi anche donando, con cordialità e generosità qualcosa che esprime veramente la nostra Fede.
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