Il comandamento Amare il prossimo può essere espresso in molti modi. S. Giovanni ci direbbe: come puoi amare Dio che non vedi, se non ami il prossimo che ti sta vicino?
C’è qualcuno che potrebbe dire che non sarebbe un principio valido o uno stile di vita meraviglioso?
Ma la difficoltà di realizzare un simile stile di vita nasce dalla “menzogna”, dal rifiuto della verità, dal pensare che la verità sia solo quel principio, quel concetto, quel pensiero che è dentro di noi. Invece l’amore è autentico quando sappiamo ascoltare anche ciò che dice, ciò che esprime, anzi anche ciò che pensa il “vicino”.
E’ caratteristico dell’adolescenza essere diffidente verso l’adulto. Forse ha pure ragione se ammettiamo che molto spesso non siamo leali verso i ragazzi.
Se non dicessimo la verità anche quando è scomoda sia per noi stessi, sia per loro, li spingeremmo, anche inconsciamente, a reagire in modo errato.
Spesso si ha l’impressione che i ragazzi ci provochino per vedere fino a che punto siamo disposti a rimanere fedeli alla verità.
Sono portato a pensare che sempre più gli adolescenti sono spinti alla provocazione per verificare se siamo leali, se siamo disposti a qualunque sacrificio e sofferenza pur di restare fermi sui nostri principi.
Hanno paura di essere ingannati. Non sono ancora in grado di fare delle scelte: sono ancora troppo impreparati a scelte impegnative.
Ma noi adulti, siamo coerenti? Nessuno chiede l’eroismo o la perfezione. Una coerenza umile e fattiva, questo i ragazzi lo chiedono .
Oggi si parla di bullismo, di superficialità, di atteggiamenti da adulti, di evasioni dal normale per sentirsi ammirati o imitati, o almeno per far capire che ci sono anche loro!
Quando però questo atteggiamento si scontra con i valori della Fede, la lealtà alla Chiesa, l’accoglienza di indicazioni morali che vengono da una fonte quale è il Vangelo e la Chiesa, quale reazione si desta nel loro animo? Quando l’adulto esibisce come religiosità sicura la così detta “religione fai da te”: cioè quando il criterio della verità non è il confronto con il Vangelo e con la Chiesa come guida nella comprensione e applicazione del Vangelo, ma soltanto la nostra opinione, quali conseguenze produce?
Ebbene dell’amore del prossimo, come è proposto dal Vangelo, fra le tante espressioni, non può mancarne una: la difesa della verità del Vangelo!
Oggi il pericolo più insidioso è nascosto nella presunzione di conoscere il Vangelo, e nella pretesa di contestare anche l’insegnamento della Chiesa e di ergersi a giudici delle proposte della Chiesa.
Non ci sarebbe stata una Beata Teresa di Calcutta come esempio eroico di amore al prossimo se non avesse messo davanti a tutto la volontà di servire Cristo, nella piena obbedienza alla Chiesa.
Offrire il pane all’affamato, può essere un modo eccellente di amare il prossimo.
Ma servire il catechismo ai ragazzi adolescenti, il proporre un progetto di vita cristiana alla famiglia, il sollecitare l’obbedienza alla Chiesa, il testimoniare il primato dei valori della Fede, il lottare, anche contro l’indifferenza o l’avversità, per la formazione delle coscienze con la conoscenza della Parola di Cristo, e anche il negare una compiacenza complice verso le debolezze, (senza superbia, ma con fermezza), tutto questo è amore del prossimo autentico, che si proietta non solo verso il superamento delle difficoltà attuali e terrene, ma ad orientare tutto alle verità eterne. Cristo non sarebbe stato messo in Croce se non avesse testimoniato la verità fino alla morte.
Ci conceda Dio di non barattare mai la vita eterna e l’educazione dei giovani alla vita eterna, per un bene fuggevole, temporaneo, insicuro e instabile.

"niente paura"


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