Nella commemorazione dei defunti i cimiteri diventano dei giardini.
Straripano di fiori fino quasi a coprire le tombe.
E’ certamente un omaggio, un segno di quanto dobbiamo a nonni e genitori, e di quanto la loro “partita” sia veramente una ferita che non si rimargina neppure dopo molti anni.
Sentiamo forse anche un po’ di rimorso perchè le necessità del lavoro e di tutti gli altri impegni, ci assorbono in modo assillante e non troviamo, anche se lo cerchiamo, il tempo per un ricordo.
E tuttavia diciamo: non solo fiori!
Per un cristiano i fiori dovrebbero essere il segno di una nuova vita, quindi il segno della speranza che apre il nostro progetto di vita verso l’infinito, che è Dio.
Quello che spesso manca nell’esperienza di vita di molte persone potrebbe essere proprio la speranza.
Quando accadono fatti che turbano il nostro spirito, perché non  riusciamo a comprenderne il senso, allora ci accorgiamo della precarietà della nostra esistenza.
Che si tratti delle turbolenze (o bufere) dell’economia, o di una vita che viene interrotta da un fatto improvviso, come può essere un incidente stradale, o un gesto contro se stessi provocato dalla depressione, emerge sempre qualche domanda: cos’è questa vita? quali finalità aveva colui che l’ha pensata? e con quali sentimenti l’ha pensata e partecipata a noi?
 Queste domande toccano temi esistenziali  sui quali sarebbe opportuno riflettere  non solo quando siamo scossi da qualche avvenimento o circostanza.
Oggi sembra, che il tema più pressante sia la “emergenza educativa”. E’ vero! Ma i soggetti in “emergenza” sono gli adolescenti  o i giovani, o sono le famiglie e la società nel suo complesso?
Fino a qualche tempo fa c’era uno slogan che mi sembra sia sfumato: i giovani hanno bisogno di testimoni!  Questa emergenza quindi dove potrebbe trovare un rimedio? Dove sono i testimoni? La famiglia e la società, ciascuna nel suo ambito e nel suo ruolo dovrebbe offrire ai giovani una testimonianza che sia fonte di vera speranza.
La fede in Cristo dovrebbe essere fonte di speranza per noi, e testimonianza che la vita può essere vissuta nel segno della Speranza


"niente paura"


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