Come si manifesta la bontà di Dio nella nostra vita quotidiana? Quando i frutti della terra sono abbondanti, il sole brilla costante, ma non manca la pioggia a tempo opportuno ? Quando la salute ci accompagna e il lavoro c’è per tutti? Quando i nostri progetti si realizzano e le amicizie ci confortano?  Quando in caso di malattia tutto si risolve, magari con un miracoloso intervento di Dio, che conferma la sua presenza in mezzo a noi?
Certamente tutto questo è un meraviglioso vivere che ci  spinge ad essere riconoscenti a Dio.
Eppure Gesù un giorno disse: che ti serve guadagnare anche il  mondo intero se poi perdi l’anima?
Una bella intelligenza, un cuore gentile, un aspetto gradevole, un corpo perfetto e pieno di energia  sono tutte cose piacevoli e preziose che rendono gioiosa la nostra vita.  In tutto questo saremmo tentati di riconoscere i talenti di cui parla la parabola  che oggi ci viene proposta dal  brano del Vangelo che  sta al  centro della Liturgia della Parola di questa Domenica.
Ma è proprio così?  Non ci sarebbe di meglio?
La Vera Provvidenza , il talento  più prezioso e utile,  è .  la Chiesa. O meglio, la Chiesa è stata voluta da Cristo perché attraverso i Sacramenti ci sostiene e ci guida:
Con la Parola del Vangelo dai sacerdoti proposto, spiegato, commentato …
con la catechesi che educa in tutte le fasi della vita perché possiamo essere guidati con  costanza e sapienza,
con i Sacramenti, che i sacerdoti preparano e ci offrono, come grande  fonte di Vita,
Infatti la Chiesa è la vera Provvidenza di Dio,  che è stata voluta da Cristo, come la Comunità in cui si svolge la nostra vita, quasi come un paradiso terrestre nel quale possiamo trovare tutto ciò che serve per la Vita eterna.
Questa parabola tuttavia  ha un finale piuttosto forte  e  duro: sembra suonare come una minaccia. Infatti i servi che legano il servo infingardo e lo portano fuori al buio e al freddo chi sono ?
Non sono certo i sacerdoti che ci parlano del pericolo di cadere nella pigrizia e nella paura, e perciò diventano “antipatici”! (Non è così?)
Sono invece coloro che ci danno testimonianze negative, che ci illudono con le loro menzogne, che disprezzano lo sforzo per la giustizia, che deridono chi usa compassione e benevolenza verso il prossimo. Questi sono  coloro che ci legano e ci trascinano nell’ombra della morte vera.
Gesù dunque vuole metterci in guardia dal rischio di disprezzare i veri doni: quei doni che hanno permesso ai santi di  testimoniare la forza di Dio e che hanno dato vita a opere preziose: come S. Benedetto da Norcia, che ci insegna e mettere insieme  preghiera e lavoro;  S. Francesco d’Assisi,  che ci ha insegnato che l’unico bene è raggiungere il Cielo;  S. Giovanni Bosco  che mostrò al mondo come si possono educare i giovani  al lavoro, all’onestà, alla giustizia; la Beata Teresa di Calcutta,  che ci ha insegnato che siamo tutti figli di Dio e che ci ha dimostrato che non “si può dire di amare Dio che non vediamo, se non amiamo il prossimo che vediamo” .
Allora i talenti sono tutti quelle risorse che ci portano verso la Vita eterna.
Anche i doni naturali sono preziosi, ma ciò che giova sono soprattutto i doni che vengono dallo Spirito Santo e fra questi . Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio.
( Se qualcuno ancora non sa a memoria  potrebbe essere l’occasione  buona per  memorizzarli ?)


"niente paura"


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