Quello che ci dona Maria è un mistero che si può comprendere solo con grande umiltà!  Significa accogliere un mistero che viene dall’infinita sapienza di Dio, anche se sembra incomprensibile alla intelligenza umana. Ma è incomprensibile o soltanto irraggiungibile perché la nostra intelligenza è limitata? Ciò che sembra andar contro a tutte le conoscenze dell’uomo non potrebbe essere semplicemente la conseguenza

del nostro sguardo limitato e parziale?
Invece l’umiltà ci spinge a riconoscere che la Fantasia (passi la parola) di Dio è infinitamente più grande dell’immaginazione umana. Immaginare  che l’uomo possa diventare  DIO è stata una costante della storia umana. Che Dio, quasi per gioco, potesse camuffarsi sotto sembianze umane è pure una costante di tante culture anche evolute.
Ma accogliere il fatto che potesse  (come dice S. Paolo) umiliarsi fino a farsi uomo, a vivere l’esperienza dell’uomo fino alla morte e ad una morte così tremenda come la Crocifissone, questo supera ogni immaginazione umana.

Infatti la giustizia si lasciò giudicare nell’ingiustizia; l’innocenza venne trattata come  peccato; la potenza fu provocata con  prepotenza e protervia; la verità fu considerata menzogna; ma la morte si tramutò in vita nuova … smascherando la falsità, ma senza riuscire a scalfire la superbia umana.
Per comprendere questo mistero è necessaria una grande umiltà.
Ci vuole dunque umiltà per riconoscere in un  Bambino il Figlio di Dio; per capire che è stato cercato sinceramente da scienziati venuti da lontano guidati da una stella, e che in quel Bambino, pur nato in una stalla, hanno riconosciuto il re dei re, il sacerdote  dei sacerdoti e la vittima divina!
Ci vuole umiltà per riconoscere che Dio non ha bisogno di  palazzi e di servi, ma di amore e di accoglienza.

Non ha voluto essere servito  dagli angeli, ma da una giovane Madre e Buon falegname. Due persone protette dalla loro semplicità. E mentre i potenti cercavano in un uomo popolare e famoso il nuovo Re, Egli passava inosservato in mezzo al popolo. Purtroppo ci vuole ancora più umiltà per entrare nel mistero della morte di molti bambini, uccisi dalla ferocia di un re geloso e prepotente. La violenza di Erode si scatenò senza compassione contro famiglie povere e bambini innocenti.
Se con umiltà ci inchiniamo alla sapienza di Dio, possiamo riconoscere che la furia della gelosia umana porta solo alla distruzione e alla morte, ma non riuscirà mai a soffocare l’amore di Dio.
Questi avvenimenti ci devono far riflettere intensamente. Quanti innocenti subiscono ancora violenza e soprusi, anche nella famiglia, soprattutto quando viene disconosciuto il primato dell’amore.
Dio ha risparmiato il Figlio suo finchè era ancora bambino,  ma non ha impedito che da adulto offrisse se stesso in riscatto per tutti noi.
Giustamente chiediamo vita e protezione per tutti i bambini, di tutte le nazioni, di tutte le età, ma ciò sarà possibile se noi adulti sapremo rinunciare ai nostri capricci, e dare la precedenza al servizio!

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