L’episodio narrato nel Vangelo di Marco ha del grottesco, eppure Gesù riesce a dominare la scena con l’autorità e la serenità che ancora non conoscevano, e che genera quindi un atteggiamento ambiguo e insieme di stupore. Immaginare un uomo che pronuncia parole come quelle che hanno udito tutti i presenti: sei venuto a rovinarci, so che sei il Santo di Dio! Quell’uomo era una persona senza credito, un poveraccio che si comportava in modo strano (nel linguaggio di allora: indemoniato!) L’assemblea sentendo quelle affermazioni ha reagito in modo contraditorio. Alcuni sentendo quell’uomo strano affermare di conoscere il Cristo, e insieme definirlo con il titolo più solenne del Messia, “Il Santo di DIO “ rimase stupita. Ma come credere alle parole di quell’uomo? CristoAllora Gesù si sente in dovere di intervenire, sia per liberare quell’uomo dalla schiavitù di Satana, sia per difenderlo perché le parole dette potevano essere interpretate dai Farisei come Bestemmia. Come infatti attribuire ad un uomo il nome di “Santo di Dio” ? Ma Gesù con il suo intervento mostra che c’era del vero nelle parole dette - non sappiamo se per disprezzo o per sfida - da quell’uomo, e lo libera e guarisce soltanto con la forza della sua Parola. Molte delle persone raccolte nella Sinagoga, erano già piene di stupore solo ascoltando ciò che Gesù diceva. Sentivano parole che penetravo nel loro cuore e provocavano un’adesione interiore spontanea e profonda. Quando poi assistono, forse anche con terrore, alla lotta contro l’indemoniato, che subisce la violenza tremenda di Satana. Invece passato quel momento vedono quell’uomo riprendere la sua serenità e ritornare come l’avevano conosciuto prima della violenza diabolica. Perché Marco racconta proprio questo episodio proprio all’inizio della predicazione di Gesù? Potremmo pensare che è l’epigono del racconto delle tentazioni che Gesù subì nel deserto. Satana allora aveva ripetutamente tentato di scoprire l’identità di Gesù. Ora lo provoca in pubblico, con l’intenzione di screditarlo di fronte alla gente e soprattutto di fronte ai Farisei con affermazioni paradossali: “Satana che elogia Cristo”! Potremmo allora pensare che Marco vuole subito suggerire che la lotta contro Satana sarebbe stata dura, ma che alla fine Cristo avrebbe vinto. La gente comprese e cominciò a fidarsi di Lui. Soprattutto compresero che Cristo mostrava una personalità al di sopra di ogni aspettativa. Parlava con un’autorità e una autorevolezza che si manifestava anche nei confronti delle forze del male, dello spirito del male. Tuttavia la prima cosa che capiscono è la possibilità di curare i loro malati. Infatti appena possibile, dopo il riposo festivo, accorrono con i loro malati. La guarigione di quell’uomo, non è solo guarigione del corpo: è soprattutto la restituzione della libertà e della dignità. Gesù attraverso i miracoli non intendeva farsi propaganda, non voleva impressionare la gente, suscitare meraviglia. Ma tuttavia sapeva che lo stupore di fronte a tanta potenza, avrebbe avuto un effetto positivo, aumentando la stima verso Gesù. Inoltre dando a quell’uomo la libertà, Gesù dimostrava di voler sollevare il giogo che Satana imponeva con tanta prepotenza sulle sue spalle. Questo suggerisce che il peccato oltre che essere violenza sullo spirito é anche schiavitù sulla vita fisica. Satana non si ferma di fronte alla violenza sull’uomo. Inganna e tradisce chi ha ingannato. In tal modo avvilisce la persona, la umilia. Satana non ha nessun rispetto per l’uomo. Gesù liberando quel poveretto, mostra quanto ci tenga alla dignità e alla libertà dell’uomo. Dio vuole amici e figli: non vuole schiavi. Il regno di Dio è fondato sulla Giustizia, ma una giustizia liberamente scelta, cercata, offerta, non imposta. Queste riflessioni ci possono aiutare a dare senso alla “Giornata della Vita”. Se leggerete il messaggio riportato nell’ultima pagina capirete anche il senso di queste riflessioni. Il messaggio contiene alcune riflessioni sulla sofferenza all’interno delle famiglie, sottolineando che il peso della sofferenza può essere fortemente alleggerito dalla pazienza, bontà, carità dei famigliari che spesso danno testimonianza di vera “carità cristiana” e che possono in certi momenti essere definiti veri atti di eroismo, donati con una semplicità incantevole. E tuttavia a volte la sofferenza può provocare lacerazioni e aggiungere sofferenza a sofferenza, per le difficoltà dell’assistenza. Di fronte a questa realtà dovremmo ricordare che Gesù vuole essere testimone e sostegno alle famiglie. Oltre alla gioia donata ai sofferenti con l’affettuosa assistenza e cura, la dedizione alle persone sofferenti diventa una scuola di impareggiabile valore per i figli. Dobbiamo dunque riconoscere che la Chiesa, non sottovaluta mai la difficoltà delle famiglie nell’assistenza ai malati. L’invito a guardare al dolore non con paura, ma con fiducia, ci viene proprio dal messaggio del Vangelo. Satana ha portato nel mondo la sofferenza, ma Cristo può aiutarci a vincere il male. Vorrei anche aggiungere un pensiero pensando al nostro Patrono S. Biagio. La tradizione che Egli fu medico del corpo prima che pastore della Comunità, illumina la sua testimonianza eroica: mentre lo si portava al supplizio, trova il tempo e l’amore necessario a guarire un bambino. Oggi la medicina ha fatto progressi dal punto di vista tecnico: ma ha fatto progressi anche dal punto di vista dell’amore? Nessun medico potrà impedire l’incontro con la morte. Ma c’è un medico, Cristo, che ci ha portato la vittoria anche sulla morte. Vorrei ancora aggiungere una riflessione. Si parla di emergenza educativa: io mi permetto di dire che dovremmo parlare della sofferenza spirituale dei ragazzi adolescenti. Non voglio drammatizzare il concetto. Ma le sofferenze nello spirito degli adolescenti si manifestano con atteggiamenti di insofferenza o ribellione, che diventano la spia del loro disagio e che potrebbero diventare per gli adulti un’invocazione di aiuto a comprendere il senso della vita. I ragazzi - almeno quelli dei nostri paesi - non hanno bisogno di cose, ma di attenzione al loro Spi

"niente paura"


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