Osserviamo subito il linguaggio: se vuoi, puoi! Quel lebbroso fa due affermazioni importantissime: se vuoi. Chiede affermando però che si rimette alla sua volontà. Cosa potrebbe pretendere? Aveva sperimentato che da quando era stato riconosciuto come lebbroso, non aveva più diritto a nulla. Doveva portare la sua “pena” da solo. Se voleva bene alle persone stava lontano per non sentirsi in colpa, per aver esposto al pericolo gli altri. Non poteva contare neppure sui suoi
familiari, ma certamente voleva evitare il pericolo del contagio.Si sacrificava, per il bene degli altri. Ora ardisce avvicinarsi a Gesù. Aveva certamente sentito parlare dei miracoli che Gesù faceva. Aveva compreso che Gesù possedeva una potenza eccezionale, ma che usava con una bontà ancor più eccezionale. Non dubitava della sua potenza. Ma vuole mettere la sua salvezza nelle mani di Gesù., lascia a Gesù la scelta. Sembra dire: io non merito nulla ma se tu vuoi, puoi. Quel lebbroso desiderava la “purificazione” più che qualsiasi altra cosa. Comprendeva che l’unica speranza di poter uscire dalla prigione (anche se una prigione senza catenacci) in cui era rinchiuso stava nella volontà di Gesù. Aveva testimoniato della potenza di Gesù. Si affida, allora, alla sua bontà, al sua cuore: se vuoi! Gesù quindi lo guarisce, immediatamente, davanti a tutti. Ma gli dice pure di andare dai sacerdoti per ottenere il lasciapassare necessario per uscire dalla “prigione”! Ma in questo modo Gesù offre una prova della sua obbedienza alla legge. Non si sovrappone all’autorità costituita. Egli ha donato la salute al lebbroso. Obbedisce alla legge della comunità. Addirittura Gesù gli dice di non dire chi l’ha guarito. Non vuole provocare la gelosia dei sacerdoti. Egli fa il bene per aiutare le persone che soffrono. Non strumentalizza le persone per farsi “propaganda”! Tuttavia le sue guarigioni, sono sempre una risposta alla Fede. Non impone la sua personalità, offre volentieri la sua potenza a conferma della Fede. Si impone allora una riflessione: la Fede non nasce con il miracolo. La Fede conferma invece che Dio risponde alla Fede e alla preghiera. Dio concede i suoi doni a coloro che si affidano alla sua Bontà e alla sua Potenza. Ma se grande era la sua speranza, ancora più grande è lo stupore per la guarigione immediata, completa, totale. E questo stupore lo riconosciamo nell’entusiasmo con il quale proclama il miracolo. Tanta è la sorpresa e la gioia che non può tacere. Dimentica che Gesù gli aveva detto tacere. Ma come può tacere un dono così grande? Ecco la riflessione che dovremmo fare. Lasciarci coinvolgere dallo stupore di fronte ad un tale avvenimento. Dobbiamo immaginare la scena. Proviamo a chiudere gli occhi e immaginare la scena come fossimo uno de tanti che erano presenti. Come avremmo reagito? Siamo capaci di commuoverci di fronte a questo racconto? Eppure se non accogliamo come vero questo racconto, dovremmo provare lo stesso stupore, anzi: molto di più. Quel lebbroso ottenne un dono che lo fece rivivere … ma noi sappiamo invece da una lunga storia di secoli, che quel Gesù che guarì quel lebbroso è la Stesso Gesù che ci offre la salute dell’anima, che ci apre il cuore alla speranza, che ci dona la certezza della vita eterna. Quel Gesù che ha guarito il lebbroso, ridonandogli la vita così che poté ritrovare la sua famiglia, il suo lavoro, i suoi amici, ci offre, attraverso la Chiesa, quella parola che ci libera dalla falsità e dall’avarizia, dalle gelosie e dalle prepotenze, e invece ci suggerisce: di vivere nell’onestà, che crea amici, di vivere nella generosità che porta il sorriso e la speranza, di cercare la Verità che rasserena il cuore, di sentire il dolore di chi soffre per metterci accanto a loro per condividere le ansie e le speranze, di praticare la giustizia, perché diventa la fonte della pace … in una parola ci dona il meraviglioso messaggio che suona così: beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Proviamo a immaginare quanto sarebbe bella la vita, se vivessimo in un mondo pacificato! Ma non è la lebbra che crea le divisioni. La lebbra distrugge il corpo, sbricciolandolo un po’ alla volta … ma la lebbra del peccato sbriciola la società: è questa lebbra che Gesù suole debellare. Vogliamo fare la preghiera: Gesù se vuoi puoi purificare i nostri cuori? Infatti non “ciò che entra nell’uomo, lo corrompe, ma ciò che esce dal cuore dell’uomo: invidia, cupidigia, falsità, ingiustizia, … queste sono le cose che corrompono l’uomo”! (DGV)
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