Il racconto della Trasfigurazione che ci ha lasciato Marco pone l’accento su un particolare: l’ascolto di Gesù. Pietro con il suo temperamento impetuoso dice subito: è troppo bello: restiamo qui. Anzi egli pensa di costruire una tenda (un tempio ) per fermare il tempo e godere di una visione meravigliosa. Non aveva capito che invece quella visione era una Vocazione, una Missione. I tre fortunati. Pietro, Giacomo e Giovanni, avevano ricevuto una speciale chiamata dal Padre:
Ascoltate mio Figlio. La parola ascolto ha un significato specifico: Ascoltare la Parola. Il mistero della Rivelazione di Gesù è tutto nell’ascolto della sua Parola. Noi stessi nella nostra vita umana sappiamo qualcosa della persona che ci sta vicino solo se ci parla. Possiamo intuire qualcosa: ma il pensiero di una persona è tutto impregnato nella parola. Dio ha creato l’uomo così. La differenza fra li altri esseri viventi è tutta nella parola. Noi possiamo intuire qualcosa delle tendenze degli animali. Abbiamo anche la convinzione di poterci fidare del cosiddetto amico dell’uomo, il cane. Eppure sempre più spesso ci accorgiamo che a volte, per motivi imspiegabili questo amico dell’uomo, che pure sa salvare qualcuno, diventa violento, e non ci sa dire nulla del suo cambiamento di umore e della sue reazioni. L’uomo, lo sappiamo fin troppo può diventare violento: ma sa anche spiegare perché l’ha fatto. Gli uomini, infatti possiedono un linguaggio molto complesso e completo. E’ vero che questa capacità a volte viene usata per ingannare, per esprimere consapevolmente il contrario della verità che conosciamo. Ma nessuna comunicazione fra uomo e uomo può prescindere dalla Parola. Dio stesso ci conferma che per capire un altro uomo, solo la Parola è il mezzo efficace. Per questo il Padre dal cielo si rivolge all’uomo in modo diretto, con linguaggio umano, pronunciando una solo Parola: Ascoltate le parole di mio Figlio. Dunque non possiamo conoscere Cristo se non conosciamo la sua Parola. Chi ha ascoltato con sincerità la parola di Gesù, ha capito Gesù. Non è stato “il vedere i miracoli” che ha portato alla scoperta della persona “Gesù”. E’ stato l’ascolto delle sue Parole. Molte volte nel Vangelo è detto: erano meravigliati delle Parole che diceva, e della Potenza delle Parole che producevano anche i miracoli e che erano sufficienti a scacciare perfino i demoni. L’unico essere che può resistere alla Parola di Gesù è l’uomo, quando non “ascolta per comprendere, ma solo per contestare”. Questo è il pericolo di fronte alla Parola di Gesù: non ascoltare con quella attenzione che esige una Parola eccezionale. Quando si legge il Vangelo, si deve applicare con sincerità quella facoltà che si chiama: ragione o razionalità. Ricordiamo queste parole che Gesù disse: «Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia; e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?” Voleva dire: perché non ci soffermiamo a riflettere quando ci giungono parole “nuove”, senza rifiutarle per preconcetti? La Parola di uno scienziato va interpretato secondo i linguaggio specifico di quella scienza di cui è esperto. La Parola di Cristo può suo-re strana o anche paradossale, ma perché invece che scandalizzare non ci induce a riflettere? Quando il Padre dal cielo disse a Pietro, Giacomo e Giovanni, abbagliati dalla Luce del Volto di Gesù e stupiti dello spettacolo meraviglioso che stava davanti ai loro occhi: “non meravigliatevi, è mio figlio, è Dio come me, è questa la sua vera natura, il suo volto autentico è questo! Quindi voi che ora avete avuto questa stupenda visione “Ascoltatelo”. La trasfigurazione non è quindi uno spettacolo fantasioso, un’esibizione per stupire: è un evento “speciale” per annunciare il messaggio: Ascoltate mio Figlio! Adoperatevi a fare in modo che mio Figlio sia veramente “ascoltato”! Il messaggio allora diventa concreto: la Parola di Gesù può veramente salvare l’uomo. La comunità umana ha bisogno della Paola di Gesù, come i polmoni hanno bisogno di aria, come il frumento per crescere ha bisogno di acqua e sole, come il bambino ha bisogno di latte quando è piccolo, ma ha bisogno di “parole” altrimenti non si “sviluppa come uomo”! Ma per svilupparsi come Cristiano, come discepolo di Cristo ha bisogno della Parola di Cristo. La famiglia è fondata sulla Parola. Il prof. Donati, in una sua pubblicazione espresse come caratteristico delle relazioni familiari questo principio: “La famiglia è il luogo dove bisogna sempre ripondere all’altro”! Parole che potrebbero essere riespresse in questo modo: “ La famiglia è il luogo dove si sa ascoltare”. Il bambino vuole essere ascoltato dai genitori. Tutti avete fatto l’esperienza che il bambino interrompe spesso il dialogo dei genitori che stanno conversando con amici. Vuole essere ascoltato anche lui! La Chiesa della Famiglia di credenti o Comunità di Cristo, non esiste dove non c’è ascolto della Parola di Cristo. E’ noto che nelle comunità monastiche è rifiorita come momento caratteristico dopo il Concilio Vaticano II la prassi antica della Lectio Divina, sia un momenti collettivi della Comunità, sia in momenti di riflessione e preghiera personali. Nella famiglia Cristiana che è la Parrocchia, non ci sarà mai un il vero spirito di Cristo se il momento qualificante non sarà proprio la LECTIO DIVINA. Nelle famiglie stesse, se sapranno introdurre un momento di Lectio Divina, sarà certamente assicurato uno stile di Vita Cristiana è una garanzia di forza e di coesione spirituale. (DGV)
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