Notizia di oggi: 70 miliardi di dollari truffati a tanti risparmiatori, piccoli e grandi: è la menzogna che corrisponde a quanto diceva Gesù riferendosi al Principe della Menzogna. Per lo stesso motivo Gesù si scaglia contro i mercanti del tempio: la storia si ripete. Gesù ha dato una lezione di grande rigore morale, e di rispetto verso Dio e verso l’uomo quando entrando nel tempo sentì il fetore della menzogna che tradiva la lealtà e la giustizia di Dio e nel suo nome tradiva la lealtà,

la devozione e i sentimenti di persone semplici che si recavano nel Tempio per onorare con sincerità di cuore il loro Creatore e Padre. La Bestemmia più grave potrebbe essere proprio il parlare in nome di Dio, tradendo le creature di Dio.
Dio è uno solo e ogni creatura è sotto la tutela dell’unico creatore. Per questo si deve rispetto a tutte le creature. A maggior ragione chi afferma, che siamo discepoli e fratelli in Cristo, Unico Figlio di Dio, dovrebbe riconoscere il principio della pari dignità di ogni uomo come imperativo categorico della nostra Fede. La conseguenza immediata di questo principio è che diventa autentica bestemmia la strumentalizzazione del fatto religioso, per giustificare atteggiamenti ingiusti. Allora una domanda: cosa avevano fatto di così grave i mercanti che stazionavano con le loro mercanzie e con il banchi espositivi nel cortile esterno del tempio? Probabilmente, con l’andare del tempo si era consolidata una forma di “monopolio” e una pretesa di “marchio esclusivo di qualità” per cui solo quello che era da loro proposto poteva essere “degno” di essere offerto a Dio! Gesù si ribella di fronte alla presunzione di imporre “regole” di invenzione umana, come volontà esplicita di Dio. A conferma potremmo citare questa domanda che fece ai Farisei: “Ed egli rispose loro: “Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? […] Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Poi riunita la folla disse: “Ascoltate e intendete! Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!” [M. 15, 3.7-13] Dio non guarda alla preziosità del dono, ma alla generosità del cuore. Esempio eclatante è un altro episodio narrato da Marco [cfr.12,42-44] “Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: “In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”. L’insegnamento non potrebbe essere più esplicito di così. Gesù difende la dignità di ogni uomo, anche di colui che per ignoranza o per paura di fronte a chi detiene il potere, non sa come difendersi e tace subendo l’ingiustizia. E’ proprio in questo contesto che possiamo collocare l’iniziativa di chiedere che tutte le famiglie della Comunità offrano, con sincerità di cuore, quello che le circostanze della situazione permettono. A tutti coloro che si trovano in difficoltà economiche vorremmo dire: potete offrire le vostre preghiere e il vostro silenzioso sacrificio e anche l’amarezza di non poter contribuire . Forse è più utile una sincera preghiera che una vistosa offerta. Tuttavia ci permettiamo di suggerire che ognuno abbia la sensibilità di affidarsi alla Provvidenza e nello spirito della condivisione, sappia partecipare allo sforzo comune di sostenere le realtà parrocchiali con qualche rinuncia che potrebbe andare anche oltre il dono del superfluo. E’ proprio nei momenti delle difficoltà che la fraternità manifesta la più autentica nobiltà d’animo. Aggiungiamo tuttavia anche queste parole: la vera Casa di Dio, il vero tempio da cui si innalza la lode gradita al Padre del cielo, è l’uomo. Gesù stesso disse alla donna Samaritana: “ ...è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”. [Gv. 4, 23-24]. Qual è questa verità? E’ la dignità dell’essere umano creato a immagine di Dio e chiamato a costruire nella fraternità un clima di giustizia, premessa per il benessere di ogni uomo. Il fattore economico in questi momenti è una preoccupazione grande per la Politica, ma anche e specialmente per le Famiglie. Finalmente però si sente parlare di etica, di doveri morali, di onestà, di giustizia, di solidarietà. Finalmente si proclama il dovere della verità nella politica e della giustizia nell’economia. Finalmente i valori morali sono considerati l’unica arma per tutelare il bene della Comunità umana. Finalmente verrebbe la voglia di sperare che la voce della Chiesa fosse ascoltata e le iniziative delle comunità parrocchiali fossero considerate nel loro scopo: un servizio alla comunità umana per la promozione dei valori essenziali per l’uomo. Non credo sia fuori luogo accennare anche in questo momento al servizio preziosissimo delle Scuole dell’Infanzia offerto alle famiglie e ai piccoli. Chi non conosce le parole di Gesù che dice: “Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me”. [Mt. 18.5]. La Chiesa ha inventato gli Asili, poi divenuti Scuole Materne e ora Scuole dell’Infanzia costruendo edifici e organizzando i servizi e provvedendo alle spese per anni, soprattutto quando la povertà era assai più grande. Eppure con offerte settimanali magari un uovo di gallina alla settimana, pazientemente raccolti casa per casa, sono state realizzate queste realtà. Ora che lo stato riconosce il valore di queste strutture anche per i più piccoli, invece di creare situazioni di concorrenza, potrebbe dare sostegno “valido” alle Parrocchie, senza creare doppioni nel segno della collaborazione. Quello che più dispiace, è l’orientamento laicista di tanti Cristiani (diciamo meglio Battezzati …!) che sono latitanti su questo tema, perché pur usufruendo del servizio a volte esprimono atteggiamenti di diffidenza di fronte all’opera della Chiesa . Notizia di oggi: 70 miliardi di dollari truffati a tanti risparmiatori, piccoli e grandi: è la menzogna che corrisponde a quanto diceva Gesù riferendosi al Principe della Menzogna. Per lo stesso motivo Gesù si scaglia contro i mercanti del tempio: la storia si ripete. Gesù ha dato una lezione di grande rigore morale, e di rispetto verso Dio e verso l’uomo quando entrando nel tempo sentì il fetore della menzogna che tradiva la lealtà e la giustizia di Dio e nel suo nome tradiva la lealtà, la devozione e i sentimenti di persone semplici che si recavano nel Tempio per onorare con sincerità di cuore il loro Creatore e Padre. La Bestemmia più grave potrebbe essere proprio il parlare in nome di Dio, tradendo le creature di Dio. Dio è uno solo e ogni creatura è sotto la tutela dell’unico creatore. Per questo si deve rispetto a tutte le creature. A maggior ragione chi afferma, che siamo discepoli e fratelli in Cristo, Unico Figlio di Dio, dovrebbe riconoscere il principio della pari dignità di ogni uomo come imperativo categorico della nostra Fede. La conseguenza immediata di questo principio è che diventa autentica bestemmia la strumentalizzazione del fatto religioso, per giustificare atteggiamenti ingiusti. Allora una domanda: cosa avevano fatto di così grave i mercanti che stazionavano con le loro mercanzie e con il banchi espositivi nel cortile esterno del tempio? Probabilmente, con l’andare del tempo si era consolidata una forma di “monopolio” e una pretesa di “marchio esclusivo di qualità” per cui solo quello che era da loro proposto poteva essere “degno” di essere offerto a Dio! Gesù si ribella di fronte alla presunzione di imporre “regole” di invenzione umana, come volontà esplicita di Dio. A conferma potremmo citare questa domanda che fece ai Farisei: “Ed egli rispose loro: “Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? […] Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Poi riunita la folla disse: “Ascoltate e intendete! Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!” [M. 15, 3.7-13] Dio non guarda alla preziosità del dono, ma alla generosità del cuore. Esempio eclatante è un altro episodio narrato da Marco [cfr.12,42-44] “Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: “In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”. L’insegnamento non potrebbe essere più esplicito di così. Gesù difende la dignità di ogni uomo, anche di colui che per ignoranza o per paura di fronte a chi detiene il potere, non sa come difendersi e tace subendo l’ingiustizia. E’ proprio in questo contesto che possiamo collocare l’iniziativa di chiedere che tutte le famiglie della Comunità offrano, con sincerità di cuore, quello che le circostanze della situazione permettono. A tutti coloro che si trovano in difficoltà economiche vorremmo dire: potete offrire le vostre preghiere e il vostro silenzioso sacrificio e anche l’amarezza di non poter contribuire . Forse è più utile una sincera preghiera che una vistosa offerta. Tuttavia ci permettiamo di suggerire che ognuno abbia la sensibilità di affidarsi alla Provvidenza e nello spirito della condivisione, sappia partecipare allo sforzo comune di sostenere le realtà parrocchiali con qualche rinuncia che potrebbe andare anche oltre il dono del superfluo. E’ proprio nei momenti delle difficoltà che la fraternità manifesta la più autentica nobiltà d’animo. Aggiungiamo tuttavia anche queste parole: la vera Casa di Dio, il vero tempio da cui si innalza la lode gradita al Padre del cielo, è l’uomo. Gesù stesso disse alla donna Samaritana: “ ...è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”. [Gv. 4, 23-24]. Qual è questa verità? E’ la dignità dell’essere umano creato a immagine di Dio e chiamato a costruire nella fraternità un clima di giustizia, premessa per il benessere di ogni uomo. Il fattore economico in questi momenti è una preoccupazione grande per la Politica, ma anche e specialmente per le Famiglie. Finalmente però si sente parlare di etica, di doveri morali, di onestà, di giustizia, di solidarietà. Finalmente si proclama il dovere della verità nella politica e della giustizia nell’economia. Finalmente i valori morali sono considerati l’unica arma per tutelare il bene della Comunità umana. Finalmente verrebbe la voglia di sperare che la voce della Chiesa fosse ascoltata e le iniziative delle comunità parrocchiali fossero considerate nel loro scopo: un servizio alla comunità umana per la promozione dei valori essenziali per l’uomo. Non credo sia fuori luogo accennare anche in questo momento al servizio preziosissimo delle Scuole dell’Infanzia offerto alle famiglie e ai piccoli. Chi non conosce le parole di Gesù che dice: “Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me”. [Mt. 18.5]. La Chiesa ha inventato gli Asili, poi divenuti Scuole Materne e ora Scuole dell’Infanzia costruendo edifici e organizzando i servizi e provvedendo alle spese per anni, soprattutto quando la povertà era assai più grande. Eppure con offerte settimanali magari un uovo di gallina alla settimana, pazientemente raccolti casa per casa, sono state realizzate queste realtà. Ora che lo stato riconosce il valore di queste strutture anche per i più piccoli, invece di creare situazioni di concorrenza, potrebbe dare sostegno “valido” alle Parrocchie, senza creare doppioni nel segno della collaborazione. Quello che più dispiace, è l’orientamento laicista di tanti Cristiani (diciamo meglio Battezzati …!) che sono latitanti su questo tema, perché pur usufruendo del servizio a volte esprimono atteggiamenti di diffidenza di fronte all’opera della Chiesa .

 


"niente paura"


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