Le parole: Chi non rimane in me …  
non sono parole di minaccia, ma di avvertimento. Un’immagine è imperfetta come sempre, va compresa nel complesso del discorso in cui è inserita.
Due aspetti vanno considerati:  la vite non ha possibilità di scelta, non ha  il libero arbitrio; è solo una pianta e segue il progetto di vita impresso nel suo schema di vita.  Quindi quando il tralcio  viene staccato, dissecca e muore.

Invece l’uomo è dotato di libero arbitrio, di capacità di scelta. In Linguaggio moderno potremmo dire che il suo progetto di vita fisica è iscritto nel suo DNA e tuttavia ha qualche possibilità di intervenire per modificare il suo schema di vita. Ma ha, in più, una caratteristica legata al suo spirito e quindi  ha la possibilità di imprimere un suo stile al suo progetto di vita. L’uomo è dotato di libera scelta: può dare un senso, una direzione alle sue azioni. Può prefiggersi ideali e propositi. Ma può anche modificare e invertire gli stessi progetti iniziati.
Ogni suo progetto dovrebbe essere guidato dalla capacità di valutare le conseguenze delle sue azioni. L’educazione dovrebbe avere lo scopo  di allenare il bambino a riconoscere le conseguenze delle sue azioni.
Quando viene premiato perché ha fatto bene una cosa, viene indirizzato a cercare il  bene. Quando viene invitato a riflettere sulle conseguenze negative, viene indirizzato  a pensare prima di agire, per non fare male a se stesso o ad altri.
Cosa ci vuole dire Gesù con la frase: Chi non rimane in me, viene gettato via?   
Certamente nessuno, né Dio, né un uomo possono staccare l’uomo da  Dio.
Ma Dio rispetta le scelte dell’uomo. Solo l’uomo, perché dotato di libertà, può staccarsi da Dio. Solo l’uomo può rifiutare  di rimanere legato a Dio. Se quindi rifiuta la parola che lo può  guida, gli aiuti che gli vengono offerti, perde il bene che potrebbe avere se rimanesse legato a Dio. Rinunciando agli aiuti che gli sono offerti, rischia di non avere le risorse, le energie, la volontà necessarie per seguire il  bene.
Se uno scalatore rinuncia alle sicurezze offerte dalla guida, si assume la responsabilità di eventuali conseguenze.
Ecco quello che ci dice Gesù: a voi la scelta dell’obiettivo, della meta della vostra vita: se scegliete  Me, avrete una guida sicura!
Ma come riconoscere questa guida?
Credo che molti battezzati  oggi incontrino difficoltà nel fare scelte in modo consapevole.
Nei decenni passati era più facile, per certi aspetti. Poteva  bastare  seguire la tradizione, l’esempio dei genitori, dei nonni.
C’era una fedeltà fondata sulla fiducia verso la Chiesa.
Oggi viviamo in una società multi-culturale. Ci sono proposte culturali e religiose diverse e a volte contraddittorie.  
Come scegliere? Chi seguire? Quale scelta è più opportuna?
Questa è la sfida dei nostri giorni.
Posti di fronte a varietà di proposte, si deve essere in grado di fare scelte responsabili.  Ma questo comporta pazienza, attenzione, impegno di studio e di confronto e riflessione. In parole semplici capacità di scelta e volontà di ricerca della verità, senza pregiudizi, ma anche senza  fretta. Una molteplicità di esperienze possono essere pericolosa.
La proposta cristiana  è molto impegnativa. A volte la voce della Chiesa è maliziosamente contestata e la scarsa cultura religiosa rende difficile una scelta consapevole.
Nelle famiglie di tradizione cristiana, si riscontra spesso una infantile conoscenza della Parola di Dio e dell’insegnamento della Chiesa, che non è sufficiente a sostenere le scelte impegnative di un progetto di vita coerente con la verità del Vangelo.  
Se noi ci allontaniamo dalla verità di Cristo, per superficialità, o per incapacità di distinguere la Verità di Cristo da false e maliziose informazioni, o anche solo nella presunzione di essere nella verità, rifiutando la guida della Chiesa, noi ci stacchiamo da Cristo  e  ci priviamo dell’aiuto promesso.
La Chiesa è il legame giusto con  Cristo. E senza l’aiuto di Cristo, rischiamo di perderci. Senza di me non potete far nulla, dice Gesù! [Gv.15,5]

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