Un linguaggio così scarno che sembra impossibile immaginare per un fatto così grande!
Ma è proprio questa semplicità che sconcerta o fa riflettere.
Gli evangelisti sono fedeli nel descrivere quello che hanno vissuto. Questa semplicità deve aver sconcertato proprio loro. Per questo sono così fedeli nella descrizione da  conservare quella 

essenzialità di linguaggio che Gesù stesso aveva usato.  Forse potremmo dire che sul momento hanno intuito il mistero che si svolgeva. Ma la verità piena del fatto l’hanno compresa solo quando lo Spirito Santo ha dato loro la pienezza dell’Intelligenza di Fede. Quindi , nel momento in cui hanno scritto hanno conservato la semplicità ed essenzialità del racconto.
Siamo così nella condizione di poter comprendere meglio le Parole di Gesù.
Il mistero dell’Eucaristia, non è possibile comprenderlo con la nostra “sapienza o scienza” umana.  Per questo è stato introdotto nella celebrazione dell’Eucaristia l’invito a rinnovare la nostra fede in questo dono con le parole “Mistero della Fede”.  Parole che ci indicano che si sta celebrando un “mistero” ma soprattutto che ci invitano ad offrire la nostra adesione di Fede alla Verità del Mistero.
Questo mistero lo possiamo intuire anche osservando l’immagine quì riprodotta.
Il pittore (Palma il Giovanr) in questo disegno mostra il Cristo sofferente  che sembra emergere dal Calice nel quale è contenuto il suo Sangue.
Infatti la Chiesa ci invita a esprimere  la Fede che il Calice contiene il Sangue di Cristo, non in forma visibile come sangue ai nostri occhi, ma  veramente visibile agli occhi della Fede.
Tuttavia per  comprendere la pienezza del mistero eucaristico,  bisogna conoscere il Vangelo.
Le parole di Cristo “questo è il mio corpo” sono l’eco e la conferma di quanto ci racconta il Vangelo di S. Giovanni nel capitolo VI° del suo Vangelo. Gesù quel giorno nella sinagoga di Cafarnao disse: “Io sono il pane della vita, il pane vivo disceso dal Cielo”!
Quando però aggiunse in modo ancora più esplicito queste affermazioni:
“Il mio Corpo è vero cibo e il mio Sangue  è vera bevanda”
e a conferma per chiarire ancor meglio il significato delle se parole aggiunse
“Chi non mangia la mia Carne e non beve il mio Sangue non ha la Vita”
Gesù  vide che molti si allontanarono sconcertati; rifiutarono di approfondire o riflettere.
Allora agli apostoli, pur essi sconcertati disse: “volete andarvene anche voi”?
Segno dunque che sarebbe rimasto anche solo, ma non avrebbe modificato una sola parola!
E’ proprio questa ferma volontà di Gesù di proseguire nel suo progetto anche a costo di rimanere solo, che fa comprendere la sua determinazione e la sua volontà.
Non era una affermazione iperbolica ad effetto. Quelle parole vogliono esprimere la sua ferma ed esplicita volontà di essere cibo per i suoi discepoli.
Certamente per i suoi discepoli: perché la Fede specifica nell’Eucaristia, non può trovare appoggio in nessuna scienza o intelligenza umana, ma solo nella Fede in Dio.
Ricordiamo che nello stesso capitolo VI° vi è un’altra affermazione  molto chiara ed esplicita.
Alla domanda: Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?
Gesù rispose con un’affermazione precisa: “questa è l’opera di Dio: che crediate in Colui che Egli ha mandato”!
La fede in Cristo allora è opera di Dio?
Se ben riflettiamo, tutto è opera di Dio. Se noi abbiamo la vita e l’intelligenza e la capacità di scrutare la natura e di andare oltre le apparenze, è perché l’uomo è il frutto di una Intelligenza e Sapienza che ha voluto creare questo essere con quete caratteristiche. Pur essendo il più debole di fronte alle forze della natura, è capace di dominare la natura stessa. Ha imparato perfino a domare la potenza dell’Atomo, che se non rimane circoscritta può distruggere tutto, ma se ben regolata diventa fonte di vita.
Facendo un discorso forse poco ortodosso  a livello scientifico, ma credo realistico, noi vorremo imparare a  ripetere l’energia delle stelle, forse influenzati proprio dal consapevolezza (e qualcuno direbbe anche dalla paura che il sole muoia) che la vita sulla terra ha bisogno del Sole.
Il discepolo crede alla Parola di Cristo e che le parole di Cristo producono l’effetto di ciò che esprimono.
Come il Corpo e il Sangue di Cristo  diventino Pane vivo e di vita, non lo comprendiamo; ma sappiamo che l’infinita Potenza di Dio può  realizzare l’effetto voluto.
Del resto come da un germe invisibile custodito nel granello di frumento diventi spiga solo Dio lo sa!
Ma è lo stesso Cristo, Figlio di Dio che dice: se il chicco di grano, sepolto nel terreno non muore resta solo.
Così Cristo nel mistero della sua morte  e risurrezione esprime il progetto di vita spirituale e immortale dell’uomo.
L’Eucaristia è messaggio di vita rinnovata.
Il Pane e il Vino separati sono simbolo di morte, ma riuniti nella realtà del Sacramento Eucaristico diventano  segno della VITA.
Il discepolo unito nella Fede al Cristo “Parola e pane di Vita” riceve il dono della VITA: “chi mangia di questo pane vivrà in eterno”!
Inchiniamoci alla Potenza di DIO!

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