L’evento che definiamo come “La Trasfigurazione” è un fatto per il quale  facciamo difficoltà anche a trovare le parole precise per descriverlo.
Cosa significa infatti la parola “Trasfigurazione”?
La parola non rende bene in concetto, perché nel linguaggio comune indicherebbe uno stato emotivo che affiora anche nel volto e che esprime un’alterazione visibile.

Proviamo a immaginare quello che hanno visto gli apostoli.
Svegliati improvvisamente  hanno visto il volto di Gesù che risplendeva di una luce chiarissima. Una luminosità che emanava dal volto stesso e che esplodeva dall’interno. Ci dice il Vangelo che i tre personaggi, Elia, Mosè e Gesù erano come avvolti da una nube luminosa:ma la luce veniva da Gesù.
Questo è il racconto.
Gesù con questo evento cosa vuole dirci?

Il primo messaggio potrebbe essere: Gesù è “luce” nello stesso senso della Parola “DIO” (traduzione dal greco che significa LUCE).
Dio stesso che è “luce” viene accolto dall’umanità di Gesù. Questa umanità  che fa da schermo alla luce divina. Ma in quel momento  la luce esplode, quasi non potesse più essere contenuta. E’’ logico pensare che Gesù ha voluto questo evento, per farci comprendere che  l’umanità può accogliere Dio, e che Dio vorrebbe essere accolto dall’uomo. Il vangelo usa questa espressione: “il suo volto cambiò d’aspetto”.  Una frase molto semplice.
Ma l’evento ci invita a cercare il perché di questa trasformazione luminosa, di questa “trasfigurazione”. Letteralmente significa: una figura umana, conosciuta, diventa un’altra “figura”, assume un nuovo aspetto ma rimane sempre Lui, lo riconoscono.
Per questo Pietro Gli parla, esprimendo in modo semplice la sua sorpresa, il suo stupore. Non tenta neanche di spiegarci quello che ha visto: ci dice solo che vide una realtà così straordinaria che vorrebbe far durare per l’infinito; una visione da ”fermare” per sempre.
Ma in questo evento ci sono   particolari  che vogliamo esaminare.
•     Elia e Mosè accanto a Gesù ci fanno comprendere che per capire Gesù e il suo messaggio, dobbiamo riconoscere la storia che Lo ha preceduto. La storia di Gesù come Figlio di Dio è eterna. Ma anche la storia di Gesù come uomo, ha un lungo percorso, ma con alcune tappe significative che possono essere profeticamente riconosciute, nel personaggio Mosè.  
•    Infatti Mosè è Colui che riceve esplicitamente un messaggio da Dio stesso ed è quell’uomo che dopo un colloquio con Dio, rimase impressa sulla sua fronte una luce speciale, al punto che doveva coprirsi la fronte, per permettere agli Israeliti di guardalo in faccia quando parlava. Eppure era solo un uomo.
•     Elia è invece quel profeta che venne portato in cielo su un carro di fuoco: quindi una luce che non brucia, una luminosità che esalta il personaggio.
•     Gesù invece è Colui che illumina Mosè ed Elia che sono venuti a confermare i Tre Apostoli, e per loro mezzo anche noi, Dio Luce può essere Ospite dell'umanità se sa accogliere la sua  volontà. Allora il profeta o l'inviato diventa "Manifestazione" di Dio per chi con umiltà accoglie la Missione del profeta o dell'inviato.
Gesù infatti è venuto per trasformare, per dare il “vero volto” all'uomo.
Ma la trasformazione dell’uomo si realizza nella trasformazione dello Spirito che abita nell’uomo.
La natura materiale dell’uomo non può accogliere Dio,  che è immateriale, spirituale.
Ma l’anima, lo spirito interiore, lo spirito di vita che non può morire, può ricevere Dio.
Gesù è venuto dunque perché lo possiamo accogliere dentro di noi, con la nostra intelligenza, accogliendo le sue Parole, anzi accogliendo l’invito che è contenuto nella conclusione del racconto: Una voce disse: Questi è mio Figlio, l’eletto: ascoltatelo.
Mosè ha accolto la voce che veniva dal roveto ardente, e riuscì nell’impresa di liberare il popolo dall’oppressione degli Egiziani. Anche noi accogliendo la Voce di Cristo, la parola di Cristo, possiamo liberarci dall’oppressione del maligno che tenta continuamente di attirare l’uomo verso le cose della terra, anziché verso la luce che viene dal Cielo.
Allora potremmo anche noi diventare luce, proprio come disse Gesù: voi siete la luce del mondo.
La potenza della Parola di Dio  si manifesta nel Vangelo e nei Sacramenti.
Della forza della Parola come annuncio dell’Amore di Dio verso l’uomo abbiamo parlato spesso.
Oggi vogliamo parlare della forza della Parola di Cristo che realizza ciò che esprime, cioè il mistero dei sacramenti.
Il bambino che riceve il Battesimo nella fede dei suoi genitori viene santificato e trasformato da uomo a Figlio di Dio.  Gesù si fa accogliere dalla natura umana. E’ il mistero che riconosciamo nella Maternità di Maria: un mistero e un evento che solo Dio poteva immaginare di realizzare.
Vorrei richiamare l’attenzione sul mistero Eucaristico. Il figlio di Dio si fa uomo, ma poi si fa "pane" per entrare in noi  non solo a parole ma in modo concreto che esprime così: "Il mio corpo è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda”!
E’ questo un mistero che ci fa entrare in Comunione con Cristo e che lentamente ci trasforma.+ in Cristo.
Per questo l'Eucaristia diventa il Centro della Vita religiosa del Cristiano.
Il cristiano che non nutre una vera attenzione e devozione verso il Mistero dell’Eucaristia si priva di tutta la ricchezza Spirituale che Cristo ha voluto donare all’uomo attraverso questa sacramento.
In particolare potremmo fare una riflessione sul rapporto tra Matrimonio ed Eucaristia.
Se riflettiamo sono due sacramenti che hanno come finalità l’obiettivo della “comunione”.
Il sacramento del Matrimonio ha bisogno del sacramento dell’Eucaristia per ricevere  l’aiuto specifico a realizzare una vera comunione. Infatti un Matrimonio, fedele, indissolubile, non è solo opera dell’uomo.
Il progetto di un amore fedele e perenne nel tempo è il sogno di ogni giovane coppia.
Ma Gesù sapeva che l’impegno che esige la vita di famiglia è una sfida così grande che solo l’aiuto di Dio, attraverso il sostegno della Chiesa, nella preghiera, e nel beneficio dei sacramenti dell’Eucaristia e del Matrimonio, possono dare alla Famiglia stabilità fedeltà.
In questo evento della trasfigurazione possiamo  vedere la Provvidenza di Dio che per mezzo dello Spirito Santo entra nella storia della persona e della coppia sempre che gli sposi siano aperti ad accogliere la forza di Dio.
Questo messaggio trova una corrispondenza in due eventi che stiamo vivendo (oggi sabato e oggi domenica) nel ricordare il 50° di matrimonio di due famiglie della nostra Comunità.
Di fronte alla fragilità crescente del rapporto di coppia in questi anni, la Chiesa risponde proclamando la trasfigurazione anche del rapporto di Coppia che la Grazia di Dio sa operare in coloro che si nutrono dell’eucaristia, accogliendo nella Fede la promessa: “i due saranno una carne sola”!
Verrebbe da dire: volete arrivare alle nozze d’ora? Nutritevi di Cristo.



"niente paura"


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