Fedeli carissimi, nel mese di settembre riprende l’attività educativa e formativa della Parrocchia e delle famiglie. Quanti dubbi, quante perplessità a riguardo! Quali sono le scelte educative più giuste? Indirizzare sì, ma fino a che punto? E la libertà individuale dove va a finire? Farsi simili domande è importante. In certi casi c’è chi si presenta con la ricetta pronta: si fa così e basta! In altri casi c’è un lasciar fare, un lasciar andare: si segue la maggioranza e. . . pazienza.


Educare non è un compito facile e non ci sono ricette preconfezionate, perché si ha a che fare con “persone” e ognuna è diversa da tutte le altre. Allora verrebbe da pensare che non esistono punti di riferimento.

Non è così! I nostri ragazzi desiderano dei modelli, desiderano testimoni credibili, cercano punti di riferimento attorno ai quali poter costruire la propria identità.

Come Parrocchia e come famiglie cristiane dobbiamo evidenziare un modello e uno stile di vita che diventi testimonianza e che renda visibile la fede nel quotidiano. È in famiglia infatti che avviene la prima trasmissione della fede, non con le parole soltanto ma specialmente con la vita.

Una fede che andrà ad annidarsi nel cuore di ogni figlio, pronta sempre a ridestarsi dopo eventuali assopimenti.

E quando i figli, soprattutto nell’età adolescenziale, fanno scelte che ci appaiono in contrasto con la vita di fede, è allora il momento in cui i genitori sanno dimostrare un amore ancora più incondizionato. L’unica cosa che non si potrà accettare sarà il mancato rispetto delle regole di convivenza che caratterizzano la vita di una famiglia cristiana. Cedere o lasciar perdere di fronte a comportamenti chiaramente poco responsabili, significa non amare, non educare.

Naturalmente tutto questo dovrà svolgersi nel dialogo aperto e continuo.

Il figlio che è cresciuto all’interno di un simile contesto familiare saprà riconoscere l’amore dei genitori anche nella fermezza del loro atteggiamento.

La forza dell’amore è capace di far volgere verso il bene anche situazioni che sembrano assai compromesse.

Con questo stile riprendiamo la nostra opera educativa per il bene dei nostri ragazzi, certi che il Signore sarà sempre a nostro fianco.

don Luciano


"Per un pugno di dollari"


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