Fedeli carissimi, mi fa sempre riflettere sulla mia responsabilità la parola che Mosè rivolse al suo popolo in nome di Dio: « Ti ho posto davanti la vita e la morte, il bene e il male: scegli dunque la vita e il bene e vivrai tu e la tua discendenza » (Dt. 30,19).

Questo invito a compiere una scelta fondamentale che Mosè rivolge agli Istraeliti è diretto in realtà all’uomo di ogni epoca. Questa parola antica e sempre nuova è rivolta con particolare

vigore anche agli uomini del nostro tempo. L’uomo di oggi è imperiosamente chiamato a decidersi tra due strade, tra due mentalità, tra due modi di esistere e di operare.

In gioco è la stessa sorte dell’uomo.

Già san Paolo nella Lettera ai Romani (1,18-22) delinea con chiarezza quelle condizioni dell’umanità che ora sono sotto gli occhi di tutti: « uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia », che, avendo rimosso Dio credendo di poter costruire la loro vita senza di Lui, « hanno vaneggiato nei loro ragionamenti » e così « si è ottenebrata la loro mente ottusa ». In tal modo «mentre si vantavano di essere sapienti, sono diventati stolti » e « compiono azioni degne di morte e si compiacciono con coloro che le commettono ».

Purtroppo tanti cristiani di fronte a tale situazione non prendono alcuna posizione, si illudono di poter vivere senza essere in contrasto con nessuno, confondono la pietà per coloro che sbagliano con la comprensione del male che commettono.

« Io ti ho posto davanti il bene e il male »: nessuno può sfuggire a questa scelta, nessuno può restare neutrale davanti a questa alternativa. Ricordiamo che Gesù non è venuto per cancellare ogni confine tra il vero e il falso, tra il bene e il male; anzi « Egli è venuto per la rovina e la salvezza degli uomini » (Lc. 2,34) a seconda che lo rifiutino o lo accolgano.

Gesù non è venuto perché tutto sia avvolto nella comoda nebbia della confusione, ma per fare chiarezza con la sua parola di luce. Tanti cristiani dimenticano che Gesù è stato chiamato « segno di contraddizione » (Lc. 2,34) e tali devono essere anch’essi se aderiscono a Gesù. Devono avere il coraggio di esprimere senza paura il loro dissenso di fronte al male.

Il Signore che è « luce che illumina le genti » (Lc. 2,32) ci illumini e ci protegga dalle follie degli uomini che non hanno accolto Gesù. Alla Vergine Maria, nella festa della Presentazione di Gesù al tempio, noi affidiamo la nostra volontà di essere fedeli al figlio suo Gesù e invochiamo da lei la forza per lottare contro il male e compiere sempre il bene: così avremo in noi la vita.

don Luciano


"niente paura"


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